065 - Le Orme - Collage
Casa discografica: Philips
Anno: 1971
Produttore: Gian Piero Reverberi
Regione: Veneto
Nel 1971, mentre a Milano e Roma il rock progressivo muove i suoi primi e più strutturati passi, anche la provincia veneta si inserisce d'autorità nella grande stagione della mutazione musicale. Dopo un esordio ancora fortemente debitore del beat (Ad Gloriam, 1969) e un periodo di passaggio tra le etichette Telegram e Philips, il trio formato da Aldo Tagliapietra (basso e voce), Tony Pagliuca (tastiere) e Michi Dei Rossi (batteria) compie il definitivo salto di qualità. Con la produzione di Gian Piero Reverberi — fortemente influenzato, nella concezione del disco, dall'ascolto dei Quatermass — Collage vede la luce per la Philips e viene convenzionalmente considerato il primo vero disco di rock progressivo italiano (ma si dimentica forse che Senza orario senza bandiera dei New Trolls era uscito tre anni prima e anche Sirio 2222 del Balletto di Bronzo era nei negozi da alcuni mesi).
L'album abbandona quasi del tutto le chitarre elettriche tradizionali per eleggere a strumento guida l'organo hammond e i sintetizzatori Moog di Pagliuca, sovrapposte in tessiture che guardano ai modelli britannici del periodo. La voce limpida e acuta di Aldo Tagliapietra conferisce al sound un'impronta lirica e malinconica riconoscibile fin dal primo ascolto. La copertina, un gatefold curato con grande attenzione visiva (il gruppo appare "fantasma" bianco in copertina, verde monocromo negli interni, dal vivo sul retro), fu incisa con il fonico Ezio De Rosa.
La scaletta, appena sette brani per poco più di trentaquattro minuti, è compatta e coerente: si apre con lo strumentale che dà il titolo al disco, Collage, per proseguire con la triste Era inverno (un dialogo tra un uomo e una prostituta), la introspettiva Cemento armato (introdotta dal pianoforte, un ritratto della vita alienante cittadina) e Sguardo verso il cielo, estratta anche su singolo nel 1971. Completano il disco Evasione totale, Immagini e la conclusiva Morte di un fiore (che parla di tossicodipendenza). In questa scaletta non mancano di tanto intanto citazioni esplicite a Bach, Mozarte e Beethoven, secondo il gusto - forse un po' ingenuo - di quel periodo di rivisitare la musica classica in chiave rock, come Concerto Grosso dei New Trolls dimostra. Questi intenti ambiziosi e "tecnicistici" sono stati spesso considerati dalla controcultura dell'epoca una sorta di disimpegno politico e Collage è stato - a torto - snobbato.

Commenti
Posta un commento