148 - Rino Gaetano - Aida

 

Casa discografica: IT
Anno: 1977
Produttore: non indicato
Regione: Calabria

Terzo album in studio di Rino Gaetano, Aida esce nel 1977, nel momento in cui il cantautore ha ormai definito il linguaggio originale che aveva iniziato a sviluppare con Ingresso libero e soprattutto con Mio fratello è figlio unico. Il disco viene realizzato con il gruppo di musicisti già coinvolto nel lavoro precedente, coordinato da Foffo Bianchi, mentre gli arrangiamenti sono affidati prevalentemente a Ruggero Cini. È un passaggio importante nella sua carriera: il nonsense, l’ironia e l’apparente leggerezza diventano strumenti sempre più precisi per raccontare la società e la storia italiana.

La title track è il cuore dell’album. Aida prende il nome dalla protagonista dell’opera di Verdi, ma nel testo il personaggio diventa progressivamente una personificazione dell’Italia: attraverso la sua vita scorrono il fascismo, il colonialismo, la Chiesa, il dopoguerra, le trasformazioni sociali e le contraddizioni della politica. Il racconto procede per immagini e salti temporali, mantenendo quella forma apparentemente disordinata che è una delle caratteristiche della scrittura di Gaetano. Dietro il ritornello “Aida come sei bella” rimane però un sentimento di affetto verso il Paese, nonostante tutto ciò che il testo mette in discussione. Musicalmente il brano guarda anche al reggae, contribuendo alla sua particolare atmosfera sospesa tra ballata, pop e ritmi di matrice internazionale.

Il resto dell’album amplia questo metodo. Spendi spandi effendi affronta con ironia il tema del petrolio e della dipendenza energetica, mentre Escluso il cane costruisce un elenco surreale di esclusioni che diventa una riflessione sull’emarginazione e sui rapporti umani. Sei ottavi porta invece nel disco una dimensione sentimentale più esplicita, La festa di Maria recupera una vena narrativa e popolare, mentre Standard estremizza il gusto per il nonsense trasformandolo in una breve satira della politica italiana: Gaetano storpia i nomi di alcuni dei principali esponenti della Democrazia Cristiana dell’epoca e li inserisce in un gioco linguistico apparentemente assurdo.

Anche musicalmente Aida conferma la natura collettiva del progetto: alle chitarre di Luciano Ciccaglioni si affiancano il basso di Piero Ricci, la batteria di Massimo Buzzi, le tastiere di Arturo Stalteri, i fiati di Foffo Bianchi e Toni Formichella, oltre a sitar, mandolino, banjo, fisarmonica e cori. Gaetano partecipa direttamente agli arrangiamenti, mentre il confronto con questi musicisti contribuisce a creare un suono irregolare e contaminato, nel quale pop, rock, blues e suggestioni esotiche convivono senza mai diventare semplice ornamento.

Il successo dell’album conferma la crescita di Gaetano: dalle sue nove tracce vengono ricavati due 45 giri, entrambi con Aida sul lato A, e le vendite dell’LP raggiungono circa 50.000 copie in pochi mesi. È anche il disco che prepara il terreno alla successiva esplosione popolare di Nuntereggae più, pubblicato l’anno seguente. Aida rimane così uno dei punti in cui la sua scrittura raggiunge il massimo equilibrio tra satira, memoria storica, nonsense e canzone popolare.

Perché è fondamentale?
Perché porta la scrittura surreale e satirica di Rino Gaetano a una piena maturità, trasformando la storia e le contraddizioni dell’Italia in materia di canzone attraverso un linguaggio insieme ironico, popolare e profondamente personale.

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