136 - Rino Gaetano – Mio fratello è figlio unico

 

Casa discografica: IT 
Anno: 1976
Produttore: Vincenzo Micocci
Regione: Calabria

Secondo album in studio di Rino Gaetano, Mio fratello è figlio unico è il disco con cui il cantautore calabrese mette definitivamente a fuoco una scrittura capace di unire nonsense, ironia, malinconia e osservazione sociale. Pubblicato nel 1976, arriva dopo Ingresso libero e dopo il singolo Ma il cielo è sempre più blu, che all’epoca non era ancora stato incluso in nessun album. La IT affidò ancora una volta la produzione a Vincenzo Micocci, figura decisiva nei primi anni della carriera di Gaetano.

Il titolo esprime già uno dei temi centrali del disco: la solitudine di chi si sente escluso, sfruttato o semplicemente estraneo ai comportamenti considerati normali dalla società. La title track trasforma questa condizione in un paradosso linguistico fatto di associazioni apparentemente assurde, ma capaci di evocare emarginazione e disagio. Non è però un album soltanto “di protesta”: Gaetano alterna la satira a momenti più intimi e malinconici, mostrando una sensibilità molto più ampia di quella suggerita dalla sua fama di autore ironico.

Musicalmente il disco amplia il linguaggio dell’esordio attraverso arrangiamenti più ricchi e l’impiego di strumenti non abituali nel cantautorato italiano, tra cui sitar, banjo e mandolino. Alla realizzazione partecipano anche Arturo Stalteri e Gaio Chiocchio dei Pierrot Lunaire, mentre le diverse soluzioni strumentali contribuiscono a costruire un suono vivace e imprevedibile.

Accanto alla title track spiccano Sfiorivano le viole, dove memoria personale e storia si intrecciano attraverso il caratteristico linguaggio per immagini di Gaetano, e Berta filava, destinata a diventare uno dei suoi brani più riconoscibili. Completano il quadro episodi più giocosi e surreali come Glu glu e Al compleanno della zia Rosina, fino alla conclusiva La zappa, il tridente, il rastrello, la forca, l’aratro, il falcetto, il crivello, la vanga, che conferma la capacità dell’autore di accostare quotidianità, politica e immaginazione senza mai seguire una narrazione convenzionale. L’album, inizialmente accolto come un lavoro più maturo e personale del precedente, entrò nelle classifiche grazie alla crescente popolarità di Berta filava che contribuì alla sua rivalutazione e diffusione.

Negli anni successivi il disco è stato progressivamente rivalutato fino a entrare nella memoria collettiva anche oltre la musica: la title track è stata reinterpretata dagli Afterhours e ha dato il titolo al film di Daniele Luchetti del 2007. È anche il punto di partenza del periodo più fortunato della breve carriera di Gaetano, seguito da Aida e Nuntereggae più.

Perché è fondamentale? Perché definisce in modo compiuto la voce originale di Rino Gaetano, trasformando nonsense, ironia e osservazione della società in una forma di canzone d’autore personale e immediatamente riconoscibile.

Commenti