013 - Margot - Canzoni di una coppia
Casa discografica: Dischi Ricordi
Anno: 1963
Produttore: Direzione artistica Ricordi
Regione: Piemonte
In diretta continuità con il primato di Donatella Moretti (Diario di una sedicenne), il 1963 vede la pubblicazione dell'altro grande capostipite del "concept album" italiano: Canzoni di una coppia. Con questo disco Margot — al secolo Margherita Galante Garrone — debutta come cantautrice solista dopo essere stata una delle anime dei Cantacronache, il collettivo torinese fondato nel 1957 da Michele Straniero e dallo stesso Sergio Liberovici, a cui si affiancarono presto Fausto Amodei ed Emilio Jona. Il gruppo nacque con l'ambizione dichiarata di opporre alla canzone sanremese — ritenuta evasiva, sentimentale e conformista — un repertorio di "canzoni-cronaca": brani che raccontassero il presente, il lavoro, la politica e i fatti di attualità con un linguaggio colto ma popolare, sul modello dei cantautori francesi (Brassens su tutti). A dargli sostegno furono intellettuali di primissimo piano come Italo Calvino e Umberto Eco, che scrissero testi o parteciparono attivamente al progetto: i Cantacronache sono oggi considerati l'anello di congiunzione tra la canzone popolare/di protesta del dopoguerra e la futura scuola dei cantautori genovesi.
La struttura del 33 giri è rigorosa e teatrale: le otto canzoni raccontano in ordine cronologico l'evoluzione di una coppia, dalla luna di miele fino all'inesorabile routine e alle domande sul futuro. A certificare lo spessore culturale dell'operazione c'è una presentazione scritta nientemeno che da Italo Calvino nelle note di copertina, mentre gli arrangiamenti e la direzione dell'orchestra sono affidati a Sergio Liberovici (marito di Margot e co-fondatore dei Cantacronache).
Margot firma quasi interamente l'opera guardando esplicitamente al maestro francese Georges Brassens, a cui il disco è dedicato. La sua è una narrazione lontanissima sia dalle classiche serenate strappalacrime di Sanremo, sia dalla retorica barricadera della canzone politica dell'epoca. Sceglie invece di scandagliare le piccole cose: Ballata della luna di miele apre la storia con speranza, L'armadio e Ditemi voi osservano il peso della quotidianità e il tempo che passa, mentre Canzone dei litigi (scritta a quattro mani con il poeta Franco Fortini, come poi Le nostre domande) mette in scena un battibecco domestico in cui Margot interpreta da sola, cambiando registro vocale, entrambi i coniugi.
Il secondo lato, tra Pomeriggio di domenica e Canzone della valigia, scivola verso l'amarezza, culminando nel capolavoro Le nostre domande, impreziosito dal testo dello stesso Fortini — figura che, insieme a Calvino, aveva già sostenuto attivamente l'esperienza dei Cantacronache. È in questo brano che Margot rivela la sua statura: una donna che non si limita a subire l'amore, ma si interroga sul proprio ruolo dentro le mura domestiche e, di riflesso, nella società.
Il disco ha un carattere intimo e domestico ma, in modo sotterraneo e potentissimo, anticipa un decennio di lotte dimostrando che "il personale è politico". Margot porta nella canzone italiana una prospettiva femminile inedita: diretta, disillusa, senza eroine idealizzate e senza il timore di mostrare l'insofferenza e le contraddizioni del matrimonio borghese.
