012 - Donatella Moretti - Diario di una sedicenne


Casa discografica: RCA Italiana
Anno: 1963
Produttore: Direzione artistica RCA
Regione: Umbria

Diario di una sedicenne è un disco sorprendentemente audace e moderno per l'Italia del 1963. Segna l'esordio sul lungo di Donatella Moretti, arrivata in RCA dopo la vittoria al Cantagiro dell'anno precedente — un trionfo quasi casuale, ottenuto nel girone dedicato agli esordienti senza che lei avesse ancora inciso alcun brano — e si impone nella storia della nostra discografia come uno dei primissimi concept album italiani. Condivide infatti questo pionieristico primato – a pari merito e nello stesso anno – con Canzoni di una coppia della cantautrice Margot (Margherita Galante Garrone). Ma se Margot affrontava le dinamiche di un matrimonio borghese, la Moretti dà voce all'universo adolescenziale.

I dodici brani del disco sono uniti da un unico punto di vista e costruiscono la storia di una ragazza che scopre i propri pensieri, le emozioni e le prime esperienze sentimentali. La peculiarità assoluta del progetto è che nasce interamente dalla penna di Loredana Ognibene, giovane diplomata in pianoforte e compagna di scuola della stessa Moretti. È lei a scrivere testi e musiche, garantendo al disco uno sguardo femminile e giovanile autentico, rarissimo per un'industria musicale all'epoca dominata da autori uomini. Anche il packaging rafforza l'idea di un racconto a sé: la copertina apribile non ritrae la Moretti, ma l'attrice Valeria Ciangottini — la ragazzina dell'indimenticabile scena finale de "La dolce vita" di Fellini — nei panni della sedicenne protagonista.

Gli arrangiamenti vengono affidati a un fuoriclasse come Ennio Morricone, all'epoca ancora all'inizio della sua carriera discografica, un anno prima della svolta con i western di Sergio Leone. Il maestro costruisce intorno alla voce limpida della Moretti un tappeto orchestrale elegante, calato nella leggerezza del pop di quegli anni, ma già lontano dalla struttura banale e rassicurante dei singoli da juke-box.

La protagonista del disco evolve: passa dall'ingenuità sognante di Mille gocce piccoline e Le stelle in mano alle prime brucianti delusioni di Non temere, Nessuno sa e Non puoi avere scordato. Ma il picco anticonformista si raggiunge con Matrimonio d'interesse. Dietro a un ritmo apparentemente spensierato, si nasconde una ragazza che mette in discussione il matrimonio come destino obbligato e transazione economica: un messaggio talmente scomodo per l'Italia pre-Sessantotto da valere al brano la censura da parte della Rai. A trainare commercialmente il progetto sarà invece il 45 giri Quando vedrete il mio caro amore, che garantirà a questo coraggioso "diario" la meritata visibilità (mentre altri brani, come Non temere e Ti chiedo scusa, verranno riciclati l'anno successivo come lati B di nuovi singoli).

Perché è fondamentale?
Perché, insieme a Canzoni di una coppia di Margot, inventa di fatto il "concept album" in Italia. Porta per la prima volta nella musica leggera popolare le inquietudini e i desideri di un'adolescente, raccontati non attraverso stereotipi, ma come un'evoluzione narrativa unica e tutta al femminile.