219 - Raf - Raf

 


Casa discografica: Carrere
Anno: 1984
Produttore: Celso Valli
Regione: Puglia

Prima di diventare uno dei protagonisti del pop italiano cantato in lingua madre, Raf esordisce con un album interamente in inglese che guarda apertamente alla scena musicale internazionale. Pubblicato nel 1984 e intitolato semplicemente Raf, il disco nasce dall'incontro tra la sensibilità melodica di Raffaele Riefoli, il suo interesse per il rock e la new wave e il lavoro di Giancarlo Bigazzi e Celso Valli, due figure centrali della produzione discografica italiana del periodo. Il risultato è un lavoro che si muove tra synth-pop, sonorità elettroniche, chitarre rock e ritmiche da pista da ballo, con un'estetica moderna e notturna, lontana dalla tradizionale forma della canzone italiana.

Il brano destinato a segnare la storia del disco è naturalmente Self Control, ma la sua genesi è meno scontata di quanto si possa pensare. Raf aveva concepito la canzone partendo da un giro di chitarra rock, immaginandola inizialmente per una band. Fu l'incontro con Bigazzi a trasformare quell'idea in un pezzo dal potenziale pop e dance: il ritmo incalzante, il basso pulsante, l'atmosfera sospesa e il celebre vocalizzo introduttivo costruiscono una tensione che accompagna tutto il brano. Il testo, scritto in inglese da Raf con l'aiuto di Steve Piccolo per alcune correzioni, racconta un'esistenza dominata dalla notte, tra seduzione, disorientamento e desiderio di abbandonarsi alle proprie sensazioni. Come Raf ha ricordato nell'intervista a Wired, il contributo di Bigazzi fu decisivo anche nel riconoscere la forza di quel vocalizzo e nel farne uno degli elementi più memorabili della canzone.

Il successo arrivò rapidamente. Self Control raggiunse la vetta della classifica italiana e si impose anche in altri mercati europei; nello stesso anno la cantante statunitense Laura Branigan ne pubblicò una versione che contribuì a portare il brano nelle classifiche internazionali, fino al quarto posto della Billboard Hot 100. Le due interpretazioni hanno personalità differenti: quella di Raf è più trattenuta, scura e vicina alle atmosfere della new wave, mentre Branigan privilegia una resa vocale più potente e una produzione maggiormente orientata al pop internazionale. La versione originale possiede comunque un'identità sonora precisa, che va oltre l'etichetta di italo disco con cui è stata spesso classificata.

Come accade spesso in questo filone musicale, la hit finisce per mettere ingiustamente in secondo piano tutti gli altri brani dell’album. Change Your Mind, che apre la scaletta originale ed è il secondo singolo estratto dal disco, presenta un ritmo più incalzante rispetto a Self Control. Why in the World si distingue invece per le sfumature funky, valorizzate dalla chitarra elettrica suonata dallo stesso Raf. She’s a Criminal è un brano mid-tempo che sfrutta appieno i cliché produttivi del pop degli anni Ottanta, mentre Imagination Lover fa un uso massiccio del sintetizzatore PPG Wave, strumento tedesco d’avanguardia per l’epoca, oscillando continuamente tra la ballabilità dell’italo disco e la freddezza della new wave. Frontiers rappresenta una parentesi intima e spoglia, affidata essenzialmente al piano e alla voce. Con i suoi quasi sette minuti, Black and Blue è l’episodio più ambizioso e dalle aspirazioni progressive dell’album, nel quale emerge il tentativo di Raf di spingersi oltre i confini della semplice canzone da discoteca. I Don’t Want to Lose You è la seconda ballata romantica e suggestiva del disco, mentre Madeleine O. chiude l’album con un congedo sofisticato, sorretto da un groove ipnotico e da un elegante gioco di richiami vocali tra Raf e i cori femminili. Nel loro insieme, questi brani delineano un progetto pensato per un pubblico internazionale, nel quale tastiere, programmazioni, chitarre e cori concorrono a creare un suono coerente con il pop elettronico europeo dei primi anni Ottanta. Anche la scelta dell’inglese riflette il percorso personale di Raf, che aveva vissuto a Londra ed era entrato in contatto con la cultura punk e post-punk, oltre che con le sonorità di gruppi come i Clash.

La storia editoriale del disco richiede una precisazione importante. In Italia uscì nel 1984 con il titolo Raf; in altri paesi fu pubblicato come Change Your Mind, mentre per il mercato tedesco comparve con il nome Raff (per evitare confusione con l’acronimo della RAF, l’organizzazione terroristica tedesca). Dal 1987 arrivò invece una ristampa intitolata Self Control, con una scaletta riorganizzata e due brani aggiuntivi, Hard e London Town. 

Con il disco successivo, Svegliarsi un anno fa del 1988, Raf avrebbe cominciato a incidere in italiano, sviluppando una scrittura più personale e introspettiva. L'esordio del 1984 resta però una testimonianza significativa di una fase in cui un musicista italiano riuscì a inserirsi con credibilità nel linguaggio pop internazionale, senza rinunciare a una propria identità sonora.

Perché è fondamentale?
Perché con Raf il cantautore pugliese firma un esordio dal respiro internazionale e dà vita, con Self Control, a uno dei brani italiani più riconoscibili e influenti della scena pop degli anni Ottanta.

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