208 - Loredana Bertè - Traslocando
Casa discografica: CGD
Anno: 1982
Produttore: Ivano Fossati
Regione: Calabria
Con Traslocando, pubblicato nel settembre 1982, Loredana Bertè raggiunge uno dei vertici della propria carriera e trova una sintesi particolarmente felice tra personalità interpretativa, scrittura d’autore e ricerca sonora. Dopo il successo di LoredanaBertE e Made in Italy, la cantante inaugura una nuova fase grazie alla collaborazione con Ivano Fossati, che produce e arrangia il disco e firma diversi brani. Registrato a New York, l’album guarda al pop internazionale senza perdere la ruvidità e l’irrequietezza che contraddistinguono Bertè: funk, reggae, synth-pop e new wave convivono con arrangiamenti raffinati, fiati incisivi e atmosfere malinconiche. La sua voce, roca e graffiante, si rivela capace di passare dalla rabbia alla fragilità, dall’abbandono sentimentale all’ironia, senza mai perdere intensità. È un disco costruito intorno alla sua personalità, ma anche un lavoro corale, nel quale collaboratori e musicisti contribuiscono a un suono ricco e sofisticato.
Il successo di Non sono una signora, vincitrice del Festivalbar del 1982, ha finito per rappresentare l’intero album, ma Traslocando è molto più di una raccolta di singoli. La canzone, scritta da Fossati, diventa una dichiarazione d’indipendenza: la protagonista rifiuta l’immagine rassicurante della donna convenzionale e rivendica una vita segnata dal conflitto, dalla libertà e dalla resistenza alle aspettative altrui. È un’identità che coincide con quella pubblica di Bertè, capace di sfidare il perbenismo anche attraverso il proprio look e le provocazioni sceniche. La copertina, con la cantante vestita da suora e il rossetto acceso, rovescia ironicamente i simboli della rispettabilità religiosa e sociale. L’immagine non è un semplice gesto scandalistico: anticipa il carattere dell’album, nel quale l’eleganza degli arrangiamenti convive con un’indole indocile e anticonformista.
La varietà del disco emerge già in Per i tuoi occhi, costruita su un pianoforte essenziale e una progressione che cresce fino a un’esplosione vocale, e in Stare fuori, dove il ritmo misurato e le tastiere accompagnano un sentimento di esclusione e disillusione. Stella di carta racconta un rapporto ormai logorato, mentre I ragazzi di qui mescola synth-rock e inflessioni soul per ritrarre vite ai margini. La title track, attraversata da un ritmo reggae, trasforma il trasloco in una metafora del cambiamento e della memoria; Notte che verrà, firmata musicalmente da Gianni Guglielminetti e con testo di Mia Martini, si distingue per il groove e gli interventi dei fiati. Una, legata alla scrittura di Renato Zero, chiude il percorso con un funk ironico e teatrale. I contributi sono diversi, ma la voce di Bertè li tiene insieme, facendo di ogni canzone un’interpretazione vissuta e personale.
Traslocando segna anche l’inizio di una collaborazione destinata a proseguire con Jazz (1983) e Savoir faire (1984), una trilogia nella quale Fossati accompagna Bertè verso una forma di pop sofisticato, aggiornata sulle tendenze internazionali ma mai levigata al punto da neutralizzarne il carattere. Il disco ottiene un importante successo commerciale e raggiunge il disco di platino, confermando che la sperimentazione stilistica può convivere con un pubblico ampio. A distanza di anni, resta uno dei lavori in cui l’interprete riesce più pienamente a trasformare la propria immagine ribelle in una proposta musicale articolata: non soltanto un personaggio provocatorio, ma una cantante capace di abitare con autenticità canzoni complesse, attraversate da contraddizioni e sentimenti opposti.

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