198 - Claudio Baglioni - Strada facendo
Casa discografica: CBS
Anno: 1981
Produttore: Geoff Westley
Regione: Lazio
Con Strada facendo, pubblicato nel giugno 1981, Claudio Baglioni apre una nuova fase della propria carriera. È il suo nono album e segna una svolta tanto musicale quanto nella scrittura: l’amore, centrale nei primi lavori, lascia spazio a una riflessione più ampia sulla vita, sul tempo, sulla solitudine e sulle persone incontrate lungo il cammino. Il disco nasce da un percorso di rinnovamento già avviato negli anni Settanta, ma qui l’esperienza personale diventa il punto di partenza per parlare di un’umanità più vasta. Il quotidiano non viene semplicemente raccontato: è evocato attraverso immagini, ricordi e frammenti che acquistano un significato universale.
Questa trasformazione emerge soprattutto nella struttura dell’album, che alterna otto canzoni a quattro brevi intermezzi acustici, numerati e affidati alla sola voce di Baglioni accompagnata dalla chitarra. Sono schegge autobiografiche — l’infanzia, la scuola, le abitudini familiari, i primi segni della crescita — che interrompono il flusso musicale e compongono una sorta di memoria in versi. Nel 2007 questi frammenti confluiranno nel progetto ’51 Montesacro. Anche la lingua cambia: le frasi si fanno più ellittiche, le immagini si accostano senza bisogno di una narrazione lineare e i plurali di titoli come I vecchi, Notti, Fotografie e Ragazze dell’est trasformano esperienze particolari in figure collettive. Gli anziani e le giovani donne dell’Est diventano così simboli di fragilità, solitudine e desiderio, mentre il ricorso a cataloghi, ripetizioni e immagini concrete restituisce ai testi un andamento spontaneo e insieme fortemente poetico.
Sul piano sonoro, Baglioni affida arrangiamenti e produzione a Geoff Westley, già collaboratore di Lucio Battisti in Una giornata uggiosa. Le registrazioni si svolgono in Inghilterra, tra gli studi The Manor di Oxford e The Town House di Londra, con musicisti britannici e una cura meticolosa degli arrangiamenti. Il risultato allarga il linguaggio del cantautore verso il pop-rock internazionale e le sonorità sintetiche, senza rinunciare alle aperture orchestrali. Via è trascinante e ritmata; I vecchi costruisce un ritratto corale attraverso dettagli quotidiani e immagini di grande tenerezza; Ragazze dell’est intreccia malinconia e suggestioni lontane. La title track, con il suo crescendo e il ritornello aperto alla partecipazione collettiva, sintetizza il senso del progetto: il cammino individuale acquista significato nel rapporto con gli altri. In Fotografie, invece, la coda orchestrale amplia la dimensione emotiva del brano, trasformando il ricordo in una riflessione sul tempo.
Il perfezionismo di Baglioni e il lavoro di Westley contribuiscono a fare di Strada facendo un album compatto, nel quale ogni scelta sonora sostiene la scrittura. Il successo commerciale conferma la capacità del cantautore di raggiungere un pubblico vasto senza rinunciare alla ricerca linguistica e musicale. È un passaggio decisivo verso La vita è adesso (1985), dove questa attenzione alle immagini e alla dimensione collettiva troverà un’ulteriore evoluzione.
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