194 - Vasco Rossi - Siamo solo noi
Casa discografica: Targa Italiana
Anno: 1981
Produttore: Guido Elmi e Mario Rapallo
Regione: Emilia-Romagna
Pubblicato il 9 aprile 1981, Siamo solo noi è il quarto album di Vasco Rossi e il disco in cui il suo percorso si sposta decisamente verso il rock. Se i primi lavori conservavano ancora legami con il cantautorato, qui il linguaggio diventa più diretto, ruvido e immediato, vicino alla parlata quotidiana e a una generazione insofferente alle convenzioni. Il brano d’apertura, destinato a diventare uno degli inni più riconoscibili del rock italiano, mette al centro una comunità di esclusi: «una generazione di sconvolti che non han più santi né eroi». Non è un programma politico né una nuova ideologia, ma il riconoscimento reciproco di chi non si sente rappresentato dai modelli degli adulti.
Per comprendere questa identità conta anche la provincia emiliana da cui Vasco proviene. Come osservava Pier Vittorio Tondelli negli anni Ottanta, il fenomeno Rossi è inseparabile dalla realtà di Modena e dei paesi della regione: un territorio apparentemente periferico, ma attraversato dalla modernità, dalla cultura giovanile e dal desiderio di evasione. Qui la voglia di stare insieme, fare rumore e sottrarsi al controllo della società adulta si combina con la ricerca di un altrove, spesso immaginato attraverso il rock americano. La provincia non è soltanto lo sfondo delle canzoni, ma una condizione culturale: un luogo in cui convivono quotidianità grigia, aspirazioni più grandi e bisogno di sentirsi diversi. Vasco non parla a nome di tutta questa comunità, ma trasforma quell’immaginario in una voce capace di raggiungere un pubblico nazionale. Siamo solo noi ne è una delle espressioni più efficaci: il “noi” non indica una collettività organizzata, ma una compagnia di irregolari che si riconosce nella propria marginalità.
Musicalmente, l’album consolida una formula rock essenziale, sostenuta dalle chitarre di Maurizio Solieri e dal basso di Claudio Golinelli. Il giro iniziale della title track, ideato da Golinelli, riprende in parte l’impianto di Colpa d’Alfredo, ma qui il suono è più compatto e l’andamento cresce fino a trasformare il racconto in un’esplosione collettiva. Accanto alla canzone-manifesto, Voglio andare al mare assorbe suggestioni reggae, mentre Brava e Incredibile romantica mostrano il lato sentimentale e contraddittorio di un personaggio che alterna provocazione, sarcasmo e fragilità. Ieri ho sgozzato mio figlio, il cui titolo fu abbreviato sulla prima edizione per ragioni di censura, porta all’estremo il gusto per la provocazione; Valium evoca invece il malessere e il bisogno di anestetizzare la realtà.
Vasco contribuisce a fondare una linea di rock italiano popolare e ambiziosa, destinata anche ai grandi palchi, la cui credibilità nasce dalla schiettezza provinciale più che da un’immagine costruita secondo i modelli della star internazionale. Negli anni successivi questa sensibilità troverà altre forme, da Vita spericolata al mito del Roxy Bar; qui, invece, prende corpo soprattutto nell’identità di un gruppo di giovani senza eroi, che rivendica il diritto di vivere fuori dalle aspettative altrui.

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