188 - Lucio Dalla - Dalla

 


Casa discografica: RCA Italiana
Anno: 1980
Produttore: Alessandro Colombini e Renzo Cremonini
Regione: Emilia-Romagna

Pubblicato nel settembre 1980, Dalla è il nono album in studio di Lucio Dalla e conclude la trilogia iniziata con Come è profondo il mare nel 1977 e proseguita con Lucio Dalla nel 1979. È il terzo disco nel quale Dalla scrive personalmente anche i testi, dopo la lunga collaborazione con Roberto Roversi, e rappresenta il punto più alto della sua prima grande maturità autoriale. Il successo è enorme: l’album raggiunge il primo posto e rimane in vetta per venti settimane consecutive, risultando il più venduto in Italia nel 1980.

Ma il successo non spiega da solo la forza del disco. Dalla ha ormai trovato un modo personalissimo di raccontare la realtà: i protagonisti delle canzoni sono persone comuni, osservate nella loro quotidianità e trasformate attraverso una scrittura capace di passare continuamente dal concreto al visionario. Balla balla ballerino, Il parco della luna, La sera dei miracoli e Meri Luis sembrano piccoli film, pieni di personaggi, dialoghi, strade e situazioni; ma dietro il realismo c'è sempre qualcosa di misterioso, una dimensione notturna nella quale la città diventa quasi un luogo dell'immaginazione.

Il centro emotivo del disco è però la sua nuova disponibilità a parlare direttamente di sé. Cara è una delle più profonde canzoni d'amore di Dalla, costruita su un rapporto che non viene raccontato attraverso la retorica romantica ma attraverso esitazioni, ricordi e contraddizioni. Futura sposta invece lo sguardo verso il futuro e verso una storia d'amore immaginata sullo sfondo della Berlino divisa dal muro: è una canzone malinconica ma attraversata dalla speranza. In entrambe Dalla riesce a fare una cosa che nei dischi precedenti era meno evidente: mettere la propria interiorità dentro storie apparentemente lontane da lui.

Anche musicalmente il disco porta a compimento il cosiddetto “suono Dalla”. La produzione di Alessandro Colombini costruisce un equilibrio fra pop, rock, funk e ballata, mentre Ricky Portera assume un ruolo sempre più importante con una chitarra elettrica che diventa uno degli elementi caratterizzanti della nuova identità sonora. Marco Nanni al basso e Giovanni Pezzoli alla batteria costituiscono una sezione ritmica destinata a diventare il nucleo degli Stadio; accanto a loro ci sono Ron, Gaetano Curreri e Aldo Banfi alle tastiere e ai sintetizzatori, oltre agli archi diretti da Gian Piero Reverberi. Il risultato è più ricco rispetto ai due album precedenti, ma non perde la naturalezza della scrittura.

La malinconia è il filo sotterraneo che tiene insieme il disco. Nonostante l'apparente varietà dei personaggi e dei ritmi, quasi tutte le canzoni nascondono una forma di inquietudine: la fuga, la solitudine, l'amore che non trova una soluzione, la paura del futuro. La testimonianza di Colombini sulla notte trascorsa a Carimate durante le registrazioni racconta proprio questo lato di Dalla: dietro il successo e l'apparente sicurezza dell'artista c'era una profonda inquietudine personale. È forse questa tensione fra il quotidiano e il misterioso, fra l'ironia e la malinconia, a impedire al disco di invecchiare.

Con Dalla Lucio completa quindi la trasformazione iniziata tre anni prima: da interprete e musicista di straordinaria eccentricità diventa un autore capace di dominare completamente la forma della canzone popolare. Non rinuncia alla complessità, ma la rende accessibile; non abbandona il gusto per il grottesco e il visionario, ma li porta dentro storie che sembrano appartenere a tutti. È il punto culminante della trilogia e uno dei momenti in cui il cantautorato italiano entra più profondamente nella dimensione del grande pop senza perdere ambizione artistica.

Perché è fondamentale?
Perché porta a compimento la rivoluzione iniziata da Dalla dopo Roversi: la canzone d'autore diventa popolare, cinematografica e visionaria senza perdere profondità, mentre nasce definitivamente il “suono Dalla” che dominerà la sua stagione successiva.

Commenti