187 - Alice - Capo Nord
Casa discografica: EMI Italiana
Anno: 1980
Produttore: Angelo Carrara
Regione: Emilia-Romagna
Con Capo Nord Alice cambia praticamente tutto. È il 1980 e Carla Bissi, dopo due album pubblicati negli anni Settanta come Alice Visconti e ancora legati alla canzone melodica, abbandona il cognome d'arte, passa alla EMI e incontra Franco Battiato, Giusto Pio, Francesco Messina e il produttore Angelo Carrara. Non è soltanto un cambio di squadra: è la ricerca di una nuova identità artistica. La cantante smette di essere soprattutto un'interprete di materiale altrui e comincia a partecipare alla scrittura, trovando una voce più personale, fredda e insieme intensa, perfettamente adatta alle nuove sonorità.
Il risultato è un disco sorprendentemente moderno per il pop italiano del 1980. Battiato e Pio costruiscono un tessuto nel quale tastiere elettroniche, ritmiche ossessive, organo, sintetizzatori e chitarre convivono con una forma canzone ancora immediatamente riconoscibile. L'apertura con Il vento caldo dell'estate è emblematica: il brano è diviso in sezioni differenti, parte da una pulsazione sintetica, introduce il ritornello attraverso timpani e organo e arriva a una coda più tradizionale. È una canzone da classifica che però sembra arrivare da un'altra parte rispetto alla musica leggera italiana dell'epoca. Il successo del singolo, presentato anche al Festivalbar, porta Alice finalmente al grande pubblico.
Ma ridurre Capo Nord a Il vento caldo dell'estate sarebbe un errore. Sarà, Bazar, Sera e soprattutto Una sera di novembre mostrano un disco molto più introspettivo, attraversato da solitudine, inquietudine e immagini quasi sospese. In Lenzuoli bianchi e Guerriglia urbana emerge invece una scrittura che rompe deliberatamente con il sentimentalismo dei suoi primi album. Alice e Battiato costruiscono testi fatti di accostamenti insoliti, immagini enigmatiche e frammenti di realtà: il senso non è sempre immediato, ma proprio questa ambiguità contribuisce a creare un'atmosfera nuova. Bazar e Sera, in particolare, spingono il linguaggio verso una dimensione più astratta e sperimentale.
La vera novità, però, è Alice stessa. La sua voce non viene trattata come quella di una cantante melodica da mettere semplicemente al centro dell'arrangiamento: diventa uno strumento espressivo dentro il paesaggio elettronico. È una presenza algida, controllata, ma capace di improvvise aperture drammatiche. La collaborazione con Battiato funziona proprio perché non cancella la personalità di Bissi: il suo modo di cantare dà ai brani una tensione che li distingue dalle contemporanee sperimentazioni del musicista siciliano. Anche la presenza di musicisti come Alberto Radius, Lino Capra Vaccina e Roberto Colombo contribuisce a rendere il disco un punto d'incontro fra ricerca elettronica, rock e pop d'autore.
In questo senso Capo Nord è molto più di un buon album di svolta: è il momento in cui nasce l'Alice che conosceremo negli anni Ottanta. La strada porterà rapidamente a Alice del 1981 e alla vittoria di Sanremo con Per Elisa, ma il passaggio decisivo è già avvenuto qui. La critica lo considera il vero esordio dell'artista, che inaugura la stagione nella quale l'avanguardismo pop di Battiato trova nella voce e nella personalità di Alice un interprete ideale. Non è ancora il punto d'arrivo della sua ricerca, ma è il disco nel quale la sua identità diventa finalmente riconoscibile.
Perché è fondamentale?
Perché trasforma definitivamente Alice da interprete della canzone melodica in un'artista personale e moderna, fondendo elettronica, new wave e pop d'autore e aprendo una delle stagioni più originali della musica italiana degli anni Ottanta.

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