176 - Umberto Tozzi - Gloria

 

Casa discografica: CGD
Anno: 1979
Produttore: Giancarlo Bigazzi
Regione: Piemonte

Quarto album in studio di Umberto Tozzi, Gloria arriva al culmine di una fase di straordinaria popolarità iniziata con Ti amo nel 1977 e proseguita con Tu e Perdendo Anna. Ma il disco rappresenta anche un passaggio importante nella sua evoluzione: Tozzi sente la necessità di allontanarsi dai modelli più tradizionali della canzone italiana e di avvicinarsi a un suono internazionale, rivolgendosi per la prima volta in modo deciso a musicisti e arrangiatori stranieri. La registrazione avviene a Monaco di Baviera e il protagonista di questa nuova fase è l’americano Greg Mathieson, tastierista e arrangiatore legato alla West Coast.

La title track è naturalmente il centro gravitazionale dell’album, ma non ne esaurisce il significato. La canzone Gloria nasce dall’incontro fra il nome di una donna e il concetto stesso di “gloria”, costruendo un testo sospeso fra desiderio, assenza e immagini quasi visionarie. Il brano ha una struttura melodica immediata, un ritmo energico e un arrangiamento che guarda esplicitamente al pop internazionale. Il successo è enorme: il singolo arriva al secondo posto in Italia e diventa rapidamente uno dei brani italiani più conosciuti all’estero. La successiva versione di Laura Branigan, nel 1982, porterà la canzone al secondo posto della classifica statunitense e contribuirà in modo decisivo alla sua trasformazione in classico internazionale.

L’album, però, mostra un Tozzi meno dipendente dal semplice meccanismo del tormentone estivo. Qualcosa qualcuno mantiene una forte immediatezza melodica, mentre Non va che volo e Alleluia se ampliano il lato più riflessivo e drammatico della scrittura. Mamma Maremma introduce una dimensione più legata alla memoria e alla tradizione italiana, Valzer recupera un tono malinconico e sentimentale, mentre Notte chiara, Fatto così e Può darsi completano un repertorio che alterna romanticismo, inquietudine e leggerezza. La stessa ricostruzione della carriera di Tozzi sottolinea come, nonostante l’enorme presenza della title track, il disco contenga diversi brani di buon livello e rappresenti un passo avanti nella definizione del suo stile.

Il cambiamento è soprattutto musicale. Greg Mathieson cura gli arrangiamenti portando nel mondo di Tozzi tastiere, ritmiche e sonorità legate alla West Coast americana, mentre la formazione comprende musicisti stranieri come Mats Björklund alla chitarra, Les Hurdle al basso, Carlos Vega alla batteria e Fritz Sonnleitner al violino. Il risultato mantiene la forte riconoscibilità della voce e delle melodie di Tozzi, ma le inserisce in un impianto più internazionale, preciso e sofisticato, a metà strada fra pop, rock e nuove suggestioni disco. È proprio questo incontro fra scrittura italiana e linguaggio internazionale a diventare uno dei tratti caratteristici della fase successiva della sua carriera.

Gloria è quindi un disco importante anche perché fotografa un momento in cui la canzone italiana comincia a cercare con maggiore decisione un linguaggio esportabile. Tozzi non rinuncia alla melodia sentimentale e alla struttura popolare, ma cerca un suono capace di dialogare con il mercato internazionale. L’album raggiunge il secondo posto nella classifica italiana e rimane a lungo nelle classifiche; la sua importanza è stata inoltre riconosciuta dalla presenza nella classifica dei cento dischi italiani più belli di sempre pubblicata da Rolling Stone Italia.

Gloria apre così la fase più internazionale di Umberto Tozzi e prepara direttamente il successivo Tozzi del 1980, nel quale la collaborazione con Mathieson proseguirà spostando ancora di più il cantante verso il rock e il pop di matrice anglosassone. Ma è proprio nel 1979 che il suo stile trova una sintesi particolarmente efficace: melodie italiane, arrangiamenti moderni e un’ambizione internazionale che trasforma una canzone nata a Monaco in uno dei maggiori successi italiani nel mondo.

Perché è fondamentale?
Perché rappresenta il momento in cui Umberto Tozzi trasforma il proprio pop melodico in un linguaggio realmente internazionale. E anche se la canzone Gloria è diventata infinitamente più famosa dell’album che la contiene, il disco documenta una svolta musicale decisiva, affidata soprattutto alla collaborazione con Greg Mathieson e a una nuova concezione del suono.

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