173 - Ivan Graziani - Agnese dolce Agnese

 

Casa discografica: Numero Uno
Anno: 1979
Produttore: Ivan Graziani
Regione: Abruzzo

Quinto album di Ivan Graziani, Agnese dolce Agnese rappresenta uno dei momenti più compiuti della sua originalissima idea di cantautorato. Abruzzese di Teramo, chitarrista prima ancora che cantautore, Graziani costruisce un personaggio lontano sia dal modello del cantautore politico sia da quello del semplice rocker: osserva la provincia, le sue piccole storie, le superstizioni, i desideri e le contraddizioni con uno sguardo ironico ma profondamente umano. Nel 1979 è ormai arrivato a una piena maturità e qui porta al massimo livello la formula avviata con i dischi precedenti, fondendo scrittura d’autore e rock-folk.

Il disco è soprattutto un viaggio dentro un’Italia minore e quotidiana, popolata da personaggi eccentrici, amori impossibili, figure religiose ambigue, solitudini e piccoli drammi. Graziani racconta tutto senza la distanza del cronista: dietro il grottesco c’è sempre una partecipazione affettuosa verso i suoi personaggi. Fame guarda anche alla sua esperienza di musicista prima del successo, mentre Veleno all’autogrill racconta un ragazzo povero costretto a rubare per mangiare. Doctor Jekyll e Mister Hyde allarga invece il discorso fino alla contraddizione che vive dentro ogni individuo: il “doppio” non è più soltanto un personaggio, ma una condizione umana.

Al centro dell’album arriva Agnese, una delle ballate più celebri di Graziani. Il ricordo di una ragazza mai dimenticata e di un amore rimasto soprattutto desiderio diventa una canzone sospesa fra malinconia e tenerezza, costruita su una melodia che riprende il terzo movimento, Rondò, della Sonatina op. 36 n. 5 in sol maggiore di Muzio Clementi (già ripresa nel pop internazionale nelle canzone A Groovy Kind of Love). È una delle rare volte in cui Graziani abbandona quasi completamente il sarcasmo e lascia emergere un romanticismo limpido, fatto di memoria e rimpianto. Dall’altra parte, Fuoco sulla collina è il brano più visionario: un ragazzo osserva da lontano quelli che sembrano i fuochi di una rivoluzione, salvo scoprire che sono soltanto i fari dei trattori. La metafora diventa una riflessione sulla disillusione della fine degli anni Settanta e sulle rivoluzioni che possono rivelarsi illusioni.

Accanto a queste due anime trovano spazio storie ancora più legate alla cultura popolare. Il piede di San Raffaele e Il prete di Anghiari trasformano religione, superstizione e morale provinciale in racconti ironici e quasi fiabeschi, mentre Taglia la testa al gallo apre il disco con un riff trascinante e un’atmosfera da ballata popolare, mescolando il saltarello abruzzese con suggestioni del folk internazionale. Modena Park e Canzone per Susy completano il quadro con altre storie sentimentali e di provincia, confermando la capacità di Graziani di trovare poesia anche nei personaggi più ordinari o bizzarri.

Musicalmente il disco è il risultato di un equilibrio particolare tra folk, rock e canzone d’autore. La chitarra di Graziani è sempre protagonista, ora con riff energici, ora con interventi più delicati, e intorno a lui suonano musicisti di grande livello come Walter Calloni e Gilberto “Attila” Rossi alla batteria, Maurizio Preti alle percussioni, Fabio Treves all’armonica, Bob Callero e Beppe Pippi al basso, Fabrizio Foschini e Claudio Maioli alle tastiere. Il risultato è un suono ricco ma mai ridondante, capace di passare dal rock di Veleno all’autogrill e Doctor Jekyll e Mister Hyde alle ballate più intime senza perdere coesione.

Agnese dolce Agnese è così uno dei dischi in cui Graziani riesce meglio a essere contemporaneamente rock e cantautore. Non ha bisogno del grande racconto politico per parlare della società: gli bastano una provincia, una strada, una chiesa, un’autogrill, una donna ricordata dopo anni o un ragazzo che guarda da lontano una rivoluzione. La sua forza sta proprio nel trasformare queste piccole scene in racconti universali, con una voce sottile e inconfondibile e una chitarra che dà corpo alle storie. È questa combinazione di ironia, romanticismo, folk e rock a rendere il disco uno dei suoi lavori più rappresentativi.

Perché è fondamentale?
Perché Agnese dolce Agnese porta alla piena maturità il particolare cantautorato rock di Ivan Graziani, fatto di storie di provincia, ironia, romanticismo e chitarra. Tra Agnese e Fuoco sulla collina emerge un autore capace di passare dal ricordo amoroso alla disillusione generazionale mantenendo sempre una voce profondamente personale.

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