166 - Mina - Mina Live '78

 

Casa discografica: PDU
Anno: 1978
Produttore: Pino Presti
Regione: Lombardia

Terzo e ultimo album dal vivo di Mina, Mina Live ’78 documenta il concerto del 23 agosto 1978 al Bussoladomani di Marina di Pietrasanta (Lido di Camaiore), in Versilia. Il disco - un doppio LP - viene pubblicato nell’ottobre dello stesso anno e assume un significato storico che al momento della registrazione nessuno poteva prevedere: quella serata sarebbe stata infatti l’ultima esibizione pubblica della cantante. Mina aveva programmato una serie di concerti estivi e la Rai avrebbe dovuto riprendere l’ultima serata, ma alcuni problemi di salute portarono alla cancellazione degli appuntamenti conclusivi. L’album nasce quindi quasi per caso, grazie alla registrazione di prova realizzata dal tecnico Nuccio Rinaldis per preparare l’eventuale ripresa televisiva.

Il tema dell’album è dunque soprattutto quello dell’addio, anche se involontario. Mina non costruisce un concerto-testamento e non annuncia la propria uscita dalle scene: semplicemente, attraverso una scaletta ricchissima, sembra riassumere tutte le possibilità della propria voce. Il brano in studio Stasera io qui, scritto da Ivano Fossati, funziona quasi come un’ouverture e introduce simbolicamente il ritorno sul palco. Da lì in poi Mina alterna grandi successi, canzoni d’autore, cover e momenti più sperimentali, dimostrando una libertà interpretativa ormai completamente acquisita.

L’apertura vera e propria con Stayin’ Alive dei Bee Gees porta immediatamente il concerto verso la disco e il soul, mentre L’importante è finire, Non può morire un’idea ed E poi… mostrano la capacità di Mina di passare dal ritmo alla grande canzone melodica mantenendo sempre una fortissima tensione vocale. Ancora, ancora, ancora e Sognando aggiungono sensualità e dramma, mentre Lacreme Napulitane recupera la tradizione napoletana e El Porompompero introduce un momento più spettacolare e popolare. Il concerto non segue quindi un unico stile, ma costruisce un vero percorso attraverso la storia musicale di Mina.

Particolarmente significativo è il doppio omaggio alla canzone d’autore internazionale e italiana. Il Medley (composto da Georgia on My Mind, Angela e Margherita) mette insieme Ray Charles, José Feliciano e Riccardo Cocciante, mentre il secondo Medley è dedicato a Lucio Battisti riunisce Emozioni, Ancora tu, Sì, viaggiare e I giardini di marzo. Mina non si limita a riproporre questi brani: li assimila completamente, trasformandoli attraverso una vocalità capace di passare dal jazz al pop, dal soul alla canzone melodica. Il finale con We Are the Champions e Grande, grande, grande assume così un carattere quasi celebrativo.

Musicalmente il disco è sostenuto da un'orchestra molto ampia diretta da Pino Presti, con pianoforte, tastiere, chitarre, basso, contrabbasso, batteria, percussioni e fiati, oltre a un quartetto di coriste. Gli arrangiamenti attraversano soul, jazz, pop, disco e suggestioni brasiliane, mantenendo una grande cura del suono ma anche l'energia propria di un concerto. È soprattutto la voce di Mina a tenere insieme linguaggi così diversi: potente, duttile, teatrale e capace di passare dalla sensualità alla drammaticità senza perdere naturalezza.

Mina Live ’78 diventa così qualcosa di più di un semplice documento dal vivo. È la fotografia di una cantante al vertice delle proprie possibilità artistiche proprio nel momento in cui decide, quasi contemporaneamente, di sottrarsi alla dimensione pubblica. Dopo quella serata Mina non tornerà più a esibirsi dal vivo né a partecipare normalmente alla vita dello spettacolo, continuando però una intensissima attività discografica. La sua assenza renderà paradossalmente ancora più potente la presenza della voce: da quel momento Mina sarà sempre meno un corpo da vedere e sempre più una voce da ascoltare.

Perché è fondamentale?
Perché documenta l’ultima apparizione pubblica di Mina e, senza essere stato concepito come tale, diventa il suo testamento dal vivo. In un unico concerto riunisce la varietà della sua arte — jazz, soul, disco, pop, tradizione italiana e grandi cover — mostrando una cantante ormai completamente libera da qualsiasi confine stilistico.

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