158 - Antonello Venditti - Sotto il segno dei pesci

 

Casa discografica: Philips
Anno: 1978
Produttore: Michelangelo Romano
Regione: Lazio

Sesto album in studio di Antonello Venditti, Sotto il segno dei pesci viene pubblicato l’8 marzo 1978, giorno del ventinovesimo compleanno del cantautore. È il primo disco realizzato per la Philips dopo l’addio alla RCA e rappresenta un passaggio decisivo nella sua carriera: dopo gli anni della formazione e dell’impegno più diretto, Venditti trova un equilibrio tra dimensione personale, osservazione sociale e una scrittura sempre più popolare. L’album arriva in un’Italia segnata dal terrorismo, dal rapimento Moro (successivamente all'uscita del disco) e da profonde trasformazioni sociali e politiche.

La title track apre il disco con il rumore di una manifestazione e trasforma la memoria politica e generazionale in un racconto personale. Venditti non descrive soltanto gli ideali della sua generazione, ma fotografa persone, amicizie, delusioni e speranze, facendo convivere il privato con la dimensione collettiva. È una caratteristica che attraversa tutto l’album: i grandi avvenimenti restano sullo sfondo, mentre al centro ci sono uomini e donne con le loro storie.

Francesco è il brano della riconciliazione con Francesco De Gregori, dopo la separazione artistica e le tensioni raccontate anche nelle canzoni di De Gregori. Il tono è quello di un invito a ritrovare l’amicizia, mentre Bomba o non bomba racconta con ironia e spirito picaresco il viaggio di un gruppo di musicisti verso Roma. Chen il cinese offre invece un ritratto più malinconico e sospeso, legato alla marginalità e alla solitudine.

La seconda parte contiene alcuni dei personaggi più celebri dell’universo di Venditti. Sara racconta una ragazza giovane alle prese con la maternità e con il futuro, mentre Giulia diventa il ritratto di una donna libera, indipendente e in conflitto con le convenzioni del proprio tempo. Il telegiornale porta nella quotidianità domestica il rumore della cronaca e della televisione, mescolando avvenimenti pubblici e vicende private. L’uomo falco chiude invece il disco con una figura simbolica e una riflessione più cupa sull’individuo e sul potere.

Anche musicalmente Venditti amplia il proprio linguaggio. Il pianoforte rimane centrale, ma gli arrangiamenti sono più aperti e ricchi rispetto ai dischi precedenti, grazie anche alla collaborazione degli Stradaperta e alla presenza di Claudio Simonetti dei Goblin, che interviene con mellotron e sintetizzatore Roland System 100. Il risultato unisce cantautorato, pop e influenze progressive, senza perdere la forza melodica delle canzoni.

Sotto il segno dei pesci diventa così una sorta di album fotografico dell’Italia del 1978: non tanto un manifesto politico, quanto una raccolta di storie individuali attraverso le quali Venditti racconta una generazione, una città e un momento storico. Il successo commerciale è enorme e il disco diventa il più venduto dell’anno, affermando definitivamente Venditti come uno dei protagonisti della canzone italiana.

Perché è fondamentale?
Perché unisce la dimensione privata e quella collettiva in una serie di ritratti diventati parte dell’immaginario italiano, segnando il momento in cui la scrittura di Venditti raggiunge un equilibrio compiuto tra impegno, autobiografia e pop.

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