157 - Skiantos - Inascoltabile
Casa discografica: Harpo’s Bazaar
Anno: 1977
Produttore: Oderso Rubini
Regione: Emilia-Romagna
Esordio degli Skiantos, Inascoltable (uscito inizialmente su musicassetta autoprodotta) è uno dei documenti più radicali e singolari della musica italiana del 1977. Nato a Bologna nel pieno del clima del Movimento e della diffusione del punk, il gruppo guidato da Roberto “Freak” Antoni prende però una strada completamente diversa dalla tradizionale musica politica dell’epoca. L’obiettivo è dissacrare la canzone italiana, rifiutando sia il culto del cantautore impegnato sia le convenzioni della musica popolare. Nasce così quello che verrà definito in maniera semplicistica «rock demenziale», anche se altri riconoscono in Clem Sacco un precursore del genere.
Il disco viene registrato in una sola notte, nel novembre 1977, nello studio M.T.A. di Bologna. La formazione è ancora un collettivo aperto di amici, musicisti e improvvisatori e molti dei partecipanti non hanno una vera preparazione musicale. I brani nascono spesso sul momento, partendo da un riff, da una frase o da un'idea assurda, e vengono registrati lasciando volutamente errori, stonature e imperfezioni. La prima musicassetta, pubblicata dalla piccola Harpo’s Bazaar, viene stampata in appena 500 copie e si esaurisce rapidamente.
Musicalmente Inascoltable è un caos organizzato, nel quale punk, rock degli anni Sessanta e Settanta, blues e canzone italiana vengono deformati attraverso l’improvvisazione. La qualità volutamente grezza della registrazione diventa parte integrante dell’opera: non si cerca la perfezione tecnica, ma l’immediatezza dell’idea. Permanent Flebo, Makaroni, Non puoi troncarmi un rock e Blues a Balues giocano con riff elementari e ritmi irregolari, mentre Lieve affranto (Moderato dolore) porta il nonsense verso una parodia quasi sentimentale. Sono rozzo sono grezzo e Spacco tutto condensano invece nella musica e nei titoli la filosofia stessa del gruppo.
Ancora più rivoluzionari sono i testi di Freak Antoni e Andrea “Jimmy Bellafronte” Setti. Il linguaggio è volutamente infantile, assurdo, pieno di rime, giochi di parole, gergo e ripetizioni. Non si tratta però di semplice comicità: dietro il nonsense c’è il rifiuto della retorica dominante e del linguaggio «alto» della canzone d’autore. L’ironia diventa uno strumento per mettere in discussione le regole stesse della cultura musicale, arrivando a trasformare l’incapacità tecnica in una precisa scelta estetica. In questo senso, il punk offre agli Skiantos non soltanto un modello sonoro, ma anche un’attitudine e una strategia di rottura: il rifiuto delle convenzioni e del bisogno di legittimazione attraverso la competenza o il prestigio culturale.
L’esperienza del gruppo si lega direttamente al clima del Settantasette bolognese, segnato dal dadaismo, dalla provocazione linguistica e dalla contestazione delle forme tradizionali di partecipazione politica e culturale. Gli Skiantos sviluppano però una risposta autonoma: anziché riproporre l’impegno militante, scelgono il disimpegno apparente, il gioco e la dissacrazione. È una delle prime manifestazioni di quella discontinuità generazionale che, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli Ottanta, contribuirà a delineare il cosiddetto «nuovo rock italiano», in opposizione ai modelli del cantautorato e del progressive.
Inascoltable è quindi ancora lontano dalla maggiore consapevolezza musicale che gli Skiantos raggiungeranno con MONOtono e Kinotto, ma proprio questa spontaneità ne costituisce il fascino. È il documento di una notte irripetibile nella quale un gruppo ancora in formazione riesce a trasformare il caos, l’imperizia e il nonsense in un linguaggio nuovo.
Perché è fondamentale?
Perché inaugura il rock demenziale italiano e dimostra che anche l’errore, l’improvvisazione e il rifiuto delle regole possono diventare una forma di espressione artistica. Inascoltable è il punto di partenza di una rivoluzione ironica che cambierà il modo di concepire il rock italiano.

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