155 - Edoardo Bennato - Burattino senza fili

 

Casa discografica: Ricordi
Anno: 1977
Produttori: Alessandro Colombini ed Edoardo Bennato
Regione: Campania

Quinto album in studio di Edoardo Bennato, Burattino senza fili è uno dei tanti "primi" concept album della canzone italiana. Pubblicato nel 1977, utilizza la favola di Pinocchio come una lente attraverso cui raccontare la società contemporanea: il passaggio dall'infanzia all'età adulta diventa la perdita della libertà e l'ingresso in un mondo fatto di regole, conformismo, potere e condizionamenti. Non è quindi una semplice rilettura della storia di Collodi, ma una sua trasformazione in chiave sociale e personale.

Il disco si apre con È stata tua la colpa, che parte proprio dalla fine della favola: Pinocchio è diventato un bambino vero, ma scopre che essere “come tutti gli altri” significa anche avere finalmente dei fili che lo controllano. Da qui prende forma il percorso dell'album, nel quale ogni personaggio diventa la rappresentazione di un diverso meccanismo della società. Mangiafuoco incarna il potere che impone le proprie regole; La fata affronta invece la condizione femminile e il rischio che l'emancipazione venga percepita come una minaccia; In prigione, in prigione trasforma l'episodio del giudice di Acchiappacitrulli in una feroce satira delle istituzioni.

Dotti, medici e sapienti prende di mira il sapere trasformato in autorità, con una struttura che richiama l'operetta e la tradizione teatrale. Tu grillo parlante diventa invece un blues rivolto a chi pretende di possedere la verità e di imporre agli altri il proprio modo di pensare. Al centro del disco c'è Il gatto e la volpe, irresistibile rock'n'roll costruito sui suoni della tradizione americana: i due personaggi diventano la caricatura di impresari e discografici pronti a sfruttare l'ingenuità degli artisti.

Anche musicalmente Bennato costruisce un disco molto vario, nel quale folk e cantautorato italiano incontrano rock'n'roll, blues, country e ritmi della tradizione americana. Chitarre acustiche, armonica, pianoforte, sax, percussioni e strumenti elettrici si alternano senza appesantire le canzoni. Importante è il contributo di musicisti come Tony Esposito, Roberto Ciotti, Ernesto Vitolo e Robert Fix, che danno al disco un suono energico e ricco di colori. La conclusiva Quando sarai grande torna invece alla dimensione della ballata, chiudendo idealmente il cerchio aperto dalla prima canzone.

Il risultato è un album divertente e immediato ma anche profondamente legato al clima dell'Italia del 1977. Bennato usa la leggerezza della fiaba e il sarcasmo del rock per parlare di libertà, omologazione, potere e ipocrisia, evitando il tono della tradizionale canzone politica. Il successo è enorme: Burattino senza fili diventa l'album più venduto in Italia nel 1977, superando il milione di copie.

Perché è fondamentale?
Perché trasforma una favola per bambini in una metafora della società italiana, unendo satira, rock e canzone d'autore in un concept album capace di parlare di libertà e conformismo con un linguaggio popolare, ironico e immediatamente riconoscibile.

Commenti