154 - Chrisma - Chinese Restaurant
Casa discografica: Polydor
Anno: 1977
Produttore: Niko Papathanassiou
Regione: Lombardia
Esordio dei Chrisma, Chinese Restaurant è uno dei dischi più eccentrici e anticipatori della musica italiana degli anni Settanta. Il duo formato da Maurizio Arcieri e Christina Moser nasce nel 1976, dopo la stagione beat e pop di Arcieri e i primi singoli “sexy disco” Amore e U. Con questo album i due cambiano radicalmente direzione, abbandonando il pop sensuale degli esordi per avvicinarsi alle nuove sonorità punk, new wave ed elettroniche provenienti dall’Inghilterra e dall’Europa continentale.
Prodotto da Niko Papathanassiou (fratello di Vangelis e già produttore di Forse le lucciole non si amano più dei Locanda delle Fate) il disco viene registrato tra i Nemo Studios di Londra e i Phonogram Studios di Milano. La scelta di lavorare anche a Londra riflette il desiderio dei Chrisma di allontanarsi dall’ambiente musicale italiano e di confrontarsi con una scena nella quale punk, sperimentazione elettronica e provocazione stavano ridefinendo l’immagine stessa della musica pop. Il nuovo look della coppia, fatto di pelle, capelli ossigenati e spille da balia, accompagna questa trasformazione, ma il disco va oltre la semplice estetica punk.
Chinese Restaurant costruisce infatti un universo freddo, sensuale e straniante, nel quale sintetizzatori, ritmi ossessivi, chitarre e atmosfere elettroniche si fondono con elementi krautrock e proto-new wave. L’apertura strumentale Thank You introduce immediatamente questo nuovo mondo con sintetizzatori inquietanti e una ritmica sospesa. Black Silk Stocking porta invece in primo piano la voce provocatoria di Christina Moser, mentre Lola, anticipata come singolo, racconta con ritmo languido e quasi tanguero la storia ambigua e violenta della protagonista del Chinese Restaurant.
C-Rock e What For accentuano la componente ossessiva e sperimentale: la prima procede attraverso una struttura minimale e ripetitiva, mentre la seconda presenta sonorità più dure e graffianti. Wanderlust è forse il momento in cui il disco guarda più apertamente alla nuova musica europea, con sintetizzatori, ritmi post-punk e una voce di Maurizio Arcieri che alterna recitazione e canto. Lycee rallenta invece il percorso trasformandosi in una gelida ballata elettronica, mentre Mandoia chiude la parte centrale dell’album con atmosfere esotiche e quasi psichedeliche. Il disco termina riprendendo Thank You, questa volta in una versione arricchita da suoni elettronici e vocoder.
Chinese Restaurant è quindi un album di passaggio ma anche una dichiarazione d’identità. I Chrisma non si limitano a importare il punk o la new wave: li filtrano attraverso elettronica, sensualità, teatralità e un gusto per la provocazione che li rende difficilmente classificabili. L’album anticipa inoltre la direzione ancora più radicale che il duo svilupperà nei dischi successivi, fino alla trasformazione del nome in Krisma nel 1980.

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