152 - Lucio Dalla - Come è profondo il mare
Casa discografica: RCA Italiana
Anno: 1977
Produttori: Alessandro Colombini e Renzo Cremonini
Regione: Emilia-Romagna
Settimo album in studio, Come è profondo il mare rappresenta uno dei passaggi decisivi nella carriera di Lucio Dalla. Dopo i tre dischi realizzati con Roberto Roversi – Il giorno aveva cinque teste, Anidride solforosa e Automobili – Dalla affronta per la prima volta un intero album scrivendo da solo testi e musiche. È una separazione importante: resta l’attenzione per la realtà sociale e per le contraddizioni dell’Italia degli anni Settanta, ma cambia radicalmente il modo di raccontarle.
Il nuovo linguaggio nasce anche dall’isolamento volontario alle Tremiti e a Ponza, lontano dal rumore della quotidianità. Dalla non abbandona l’osservazione del mondo, ma la trasforma in un realismo fantastico fatto di personaggi marginali, situazioni surreali, ironia, malinconia e improvvise aperture poetiche. La title track ne è il manifesto: attraverso immagini visionarie e una musica incalzante, affronta disuguaglianze, paura, sopraffazione e desiderio di libertà senza assumere il tono della tradizionale canzone politica.
Il disco alterna registri molto diversi. Treno a vela e Il cucciolo Alfredo osservano un’umanità metropolitana fragile e disorientata; Corso Buenos Aires trasforma la cronaca cittadina in una sarabanda di voci e personaggi; Disperato erotico stomp porta invece il racconto verso il desiderio, la solitudine e la provocazione, con una componente ritmica vicina al reggae. Quale allegria concentra la dimensione più malinconica e introspettiva, mentre …E non andar più via e Barcarola chiudono il disco su atmosfere sospese e mediterranee.
Anche musicalmente Dalla amplia il proprio vocabolario, mescolando pop, jazz, suggestioni reggae e arrangiamenti ricchi, ma senza perdere immediatezza. La title track fu inoltre ripensata nella sua forma definitiva con un ritmo più incalzante, anche grazie al suggerimento di Francesco De Gregori. Il risultato è un album più accessibile dei precedenti ma tutt’altro che convenzionale, capace di trasformare il paradosso e il linguaggio quotidiano in una nuova forma di canzone d’autore.
Come è profondo il mare apre così la fase più personale e riconoscibile di Dalla e prepara il percorso che porterà ai grandi successi degli anni successivi. La sua importanza sta soprattutto nell’aver unito osservazione sociale, invenzione poetica e sperimentazione musicale dentro una forma popolare e immediatamente comunicativa.

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