151 - Eugenio Finardi - Diesel
Casa discografica: Cramps Records
Anno: 1977
Produttore: Paolo Tofani
Regione: Lombardia
Terzo album di Eugenio Finardi, Diesel esce nel 1977, dopo Non gettate alcun oggetto dai finestrini e soprattutto Sugo, il disco che aveva portato la Cramps per la prima volta in classifica e trasformato Musica ribelle e La radio in riferimenti della nuova canzone sociale. Finardi arriva quindi al terzo album con una posizione ormai definita: è dentro la cultura alternativa degli anni Settanta, ma la sua musica guarda decisamente al rock, al soul e al jazz-rock più che al cantautorato tradizionale. Lo stesso Finardi ha più volte rivendicato come modello artisti come Mick Jagger e Rod Stewart, più che la figura classica del cantautore.
La produzione viene affidata a Paolo Tofani degli Area, che in quel periodo sta lasciando il gruppo ma continua a collaborare con la Cramps. Attorno a Finardi si muovono altri musicisti degli Area, come Patrizio Fariselli e Ares Tavolazzi, insieme al batterista Walter Calloni, il cui stile particolarmente mobile imprime al disco una forte tensione ritmica. Il risultato è un suono più compatto e rock rispetto a Sugo, nel quale strutture semplici vengono arricchite da interventi strumentali complessi, senza che la ricerca musicale prenda mai il sopravvento sulla canzone.
Tutto subito apre il disco con un’energia quasi aggressiva e mette immediatamente al centro il rapporto fra individuo e società. Scuola attacca invece un sistema educativo percepito come fondato sulla trasmissione di nozioni più che sulla capacità di pensare, mentre Non diventare grande mai, lunga quasi nove minuti, affronta il rischio che gli ideali della giovinezza vengano progressivamente assorbiti e neutralizzati dalla vita adulta. Finardi non separa dunque il politico dal personale: anche Zucchero, canzone d’amore, introduce un momento di libertà e di intimità in mezzo alle tensioni collettive.
Giai Phong, ispirata al reportage di Tiziano Terzani sulla liberazione di Saigon, testimonia in modo particolarmente evidente il clima politico del 1977. La lettura del conflitto proposta allora da Finardi è fortemente legata alla cultura della sinistra dell’epoca e contiene una rappresentazione idealizzata della realtà vietnamita; lo stesso autore avrebbe in seguito preso le distanze da quelle parole, pur mantenendo il significato che avevano avuto per lui. È un esempio importante di come Diesel sia anche un documento storico, capace di restituire entusiasmi e contraddizioni di una stagione politica ormai vicina al tramonto.
Al centro del disco ci sono però anche due canzoni nelle quali l’impegno assume una dimensione più intima. Non è nel cuore, costruita su un folk-rock melodico, parla di un rapporto sentimentale fondato sul rispetto reciproco e diventerà il brano più noto dell’album. La title track Diesel racconta invece la vita quotidiana di lavoratori che attraversano l’Italia trasportando merci, trasformando il viaggio e il lavoro in una piccola epopea quotidiana. La conclusiva Scimmia è il momento più drammatico: Finardi racconta la propria esperienza con l’eroina e la dipendenza senza moralismi, concentrandosi sulla necessità di cura, comprensione e solidarietà. Musicalmente il brano segue le diverse fasi del racconto, passando dalla sospensione iniziale alla tensione jazz-rock e quindi a una conclusione più aperta e luminosa.
Diesel arriva al quinto posto della classifica italiana e rimane in classifica per sette mesi, diventando il maggiore successo commerciale della Cramps e il risultato più alto raggiunto da Finardi. Ma la sua importanza non sta soltanto nei numeri: è uno dei dischi nei quali la cultura musicale e politica della seconda metà degli anni Settanta trova una sintesi particolarmente efficace. Finardi riesce a essere contemporaneamente cantautore, rocker e interprete di una generazione, mantenendo sempre al centro la persona concreta dietro le grandi questioni collettive.

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