133 - Eugenio Finardi - Sugo

 

Casa discografica: Cramps Records (CRSLP 5152)
Anno: 1976
Produttore: non indicato nelle fonti consultate
Regione: Lombardia

Con Sugo Eugenio Finardi trova finalmente una forma compiuta per unire il rock americano che aveva assorbito da ragazzo con la tradizione musicale italiana e la sensibilità politica della nuova canzone d'autore. È il suo secondo album e arriva dopo Non gettate alcun oggetto dai finestrini, ma rappresenta un salto netto: attorno a Finardi si riuniscono musicisti provenienti da ambienti diversi, tra cui Patrizio Fariselli, Paolo Tofani e Ares Tavolazzi degli Area, Walter Calloni, Lucio Fabbri e Alberto Camerini. Il risultato è un suono energico e mobile, nel quale rock, jazz-rock, country, reggae e musica popolare vengono messi al servizio delle canzoni.

Finardi aveva trovato nella Cramps di Gianni Sassi l'ambiente adatto per sviluppare questa identità. L'etichetta milanese riuniva infatti musicisti e progetti lontani dalla tradizionale industria discografica, con una particolare attenzione alla sperimentazione e alla musica politica. Sugo riesce però a trasformare quella ricerca in qualcosa di immediatamente comunicativo. Musica ribelle, che apre l'album, ne è l'esempio più evidente: il rock diventa il linguaggio di una generazione giovane e inquieta, desiderosa di uscire dall'apatia e di trasformare l'insoddisfazione in azione.

Altrettanto importante è La radio che divenuta simbolo della stagione delle radio libere private. Accanto a questi brani più diretti, Sugo mostra anche un Finardi capace di cambiare registro: Quasar porta l'album verso il jazz-rock strumentale, Soldi affronta il rapporto con il denaro e il consumismo, mentre Oggi ho imparato a volare e La paura del domani allargano lo sguardo alle aspirazioni e alle inquietudini individuali. Poi c'è La C.I.A. brano reggae caratterizzato da un testo satirico e bilingue che denuncia l'ingerenza politica, il controllo e le attività di spionaggio dei servizi segreti americani in Italia. La varietà non spezza l'unità del disco: è proprio questa mescolanza, il suo “sugo”, a definire l'identità dell'album.

Il successo di Sugo segna anche il passaggio di Finardi da promessa della scena alternativa ad artista capace di parlare a un pubblico molto più ampio. I singoli Soldi/Voglio erano già usciti nel 1975, mentre Musica ribelle/La radio precedette di poche settimane l'album; nel 1976 il brano Musica ribelle ottenne un successo significativo.

Più che un semplice disco politico, Sugo è quindi un album nel quale l'impegno nasce direttamente dalla musica e dalla vita quotidiana. Finardi riesce a portare dentro il rock italiano il linguaggio della strada, delle radio, della contestazione e della gioventù senza rinunciare alla melodia. È questa immediatezza, sostenuta da musicisti di straordinaria qualità, a renderlo uno dei documenti più importanti della trasformazione del cantautorato italiano degli anni Settanta.

Perché è fondamentale?
Perché porta il rock d'autore italiano dentro la nuova cultura giovanile degli anni Settanta, fondendo energia, ricerca musicale e impegno sociale in una forma destinata a diventare un modello per il rock italiano.

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