132 - Alberto Camerini - Cenerentola e il pane quotidiano
Casa discografica: Cramps Records (CRSLP 5301)
Anno: 1976
Produttore: Massimo Villa, Eugenio Finardi, Alberto Camerini
Regione: Lombardia
Primo album di Alberto Camerini, Cenerentola e il pane quotidiano arriva nel 1976 dopo anni trascorsi dal musicista milanese d’adozione come chitarrista e sessionman accanto a numerosi protagonisti della scena italiana. È un esordio sorprendentemente maturo, pubblicato dalla Cramps di Gianni Sassi e costruito su un linguaggio già molto personale: rock, progressive, jazz-rock e musica d’autore si incontrano con elementi brasiliani, folk e ritmi più popolari. È ancora lontanissimo dall’Arlecchino elettronico e dal successo degli anni Ottanta, ma molti dei temi che caratterizzeranno Camerini sono già chiaramente presenti.
Il disco - prodotta oltre che da Camerini stesso, da Massimo Villa e Eugenio Finardi - ruota attorno a una moderna Cenerentola e, più in generale, alla condizione dell’individuo dentro una società fatta di lavoro, consumi, televisione, conformismo e bisogno di sicurezza. Non è però un concept narrativo rigido: le canzoni costruiscono piuttosto un universo comune, nel quale la dimensione favolistica diventa uno strumento per osservare la realtà contemporanea. Pane quotidiano è il manifesto più immediato di questa poetica: il cibo diventa metafora dei bisogni materiali e sociali, mentre l’ironia permette a Camerini di parlare di disuguaglianze e alienazione senza assumere i toni tradizionali della canzone politica.
La ballata dell’invasione degli extraterrestri introduce il tema della diversità e dell’emarginazione; Droga (aiutami dottore) guarda invece alla dipendenza da farmaci e ai tentativi di sfuggire allo stress quotidiano. Sicurezza mette in discussione il desiderio di una vita programmata e priva di rischi, mentre La straordinaria storia dell’invenzione della televisione (A colori) e TV Baby (Gli eroi della televisione) osservano l’influenza crescente del mezzo televisivo sulla società e sull’immaginario.
Anche la musica è parte essenziale della ricerca. Camerini è affiancato da una formazione ricchissima, con Walter Calloni, Hugh Bullen, Lucio Fabbri, Patrizio Fariselli, Pepè Gagliardi, Paolo Tofani e altri musicisti provenienti dalla vivace scena milanese. Maracatù F.C. porta in primo piano le radici brasiliane dell’autore, mentre S. Marta recupera elementi folkloristici. La conclusiva Cenerentola, con i suoi oltre otto minuti, condensa invece molte delle anime dell’album: rock, fusion, tastiere elettroniche, ironia teatrale e una favola moderna nella quale la protagonista è una lavoratrice sfruttata, alla ricerca di una possibilità di evasione.
Il disco non ottenne allora la notorietà che avrebbe accompagnato Camerini negli anni successivi, ma oggi appare come un passaggio fondamentale per comprendere la sua evoluzione: il futuro “rock'n'roll robot” è già in parte nascosto dentro questo cantautore irregolare, brasiliano di nascita e milanese d’adozione, innamorato delle favole e contemporaneamente attentissimo alla realtà sociale.
Perché è fondamentale?
Perché anticipa molte delle intuizioni che Camerini svilupperà negli anni successivi, fondendo ricerca musicale, immaginario fiabesco e osservazione della società in uno degli esordi più originali della canzone italiana degli anni Settanta.

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