111 - Antonello Venditti - Quando verrà Natale
Casa discografica: RCA Italiana
Anno: 1974
Produzione: Antonello Venditti
Regione: Lazio
Quando verrà Natale è il terzo album solista di Antonello Venditti e il disco nel quale il cantautore romano ritrova una dimensione musicale più ampia dopo l'esperienza quasi completamente solitaria di Le cose della vita. Registrato negli studi RCA di Roma, l'album vede Venditti occuparsi direttamente di testi, musiche e arrangiamenti, circondandosi di un manipolo di chitarristi (tra cui Pablo Romero, Carlo Siliotto e Olimpio Petrossi). Il risultato è un disco nel quale il pianoforte rimane centrale, ma viene inserito in un contesto più ricco, capace di sostenere sia la dimensione intimista sia quella apertamente civile delle sue canzoni.
Il 1974 è per Venditti un anno particolarmente delicato. Il 15 gennaio, durante uno spettacolo al Teatro dei Satiri di Roma insieme a Francesco De Gregori e Riccardo Cocciante, esegue A Cristo, brano ironico e provocatorio nel quale utilizza il romanesco per rappresentare un Gesù immerso nella società contemporanea. Un verso in particolare — "Ammazzete Gesù Crì quanto sei fico" — viene segnalato da un agente presente in sala, e Venditti finisce sotto processo per vilipendio della religione di Stato, con una condanna a sei mesi con la condizionale confermata sia in Corte d'Appello sia in Cassazione. Proprio per questo, nella versione pubblicata sul disco, il verso incriminato viene addolcito in "quanto so' fichi", e un altro passaggio politicamente scomodo — "impegnato un po' più a destra" — diventa il più neutro "impegnato su in Irlanda". A Cristo apre la scaletta dell'album e assume un significato ancora più forte proprio perché la canzone non è più soltanto una provocazione artistica, ma il centro di un vero conflitto tra libertà d'espressione e morale pubblica.
L'altra canzone fondamentale è Campo de' fiori. Venditti la scrive subito dopo la vicenda giudiziaria, legandola alla piazza romana nella quale nel 1600 venne arso Giordano Bruno. Il riferimento alla libertà di pensiero diventa così il punto di partenza per una canzone che allarga lo sguardo dalla propria esperienza alla storia della città e dell'Italia, celebrando la vita popolare del rione in contrasto con la borghesia di Piazzale degli Eroi. È uno dei momenti nei quali Venditti comincia a fondere in maniera particolarmente efficace la dimensione personale, quella politica e quella profondamente romana della sua scrittura.
Accanto a questi due episodi più espliciti, Quando verrà Natale contiene una serie di canzoni nelle quali emerge un altro elemento destinato a diventare centrale nella carriera di Venditti: la capacità di raccontare Roma non soltanto come luogo geografico, ma come ambiente umano e sociale. Piazzale degli eroi osserva con ironia e amarezza la borghesia post-fascista della capitale, mentre Marta affronta una vicenda sentimentale con una scrittura narrativa che evita il sentimentalismo più convenzionale. Figli del domani, forse l'episodio meno riuscito del disco, immagina un mondo di uomini perfetti, incapaci di sbagliare e di piangere. Chiude il disco la title track, quasi sperimentale nella sua struttura: ripete solo due versi per l'intera durata del brano, lasciando che sia l'intensità dell'esecuzione, in crescendo e poi in decrescendo, a costruirne il significato.
Il disco ottiene un risultato commerciale significativo, arrivando fino al 13º posto della classifica italiana. Non è ancora il Venditti dei grandi numeri di Lilly (1975) o, più avanti, di Sotto il segno dei pesci (1978), ma rappresenta un passaggio fondamentale nella sua crescita.
Commenti
Posta un commento