106 - Riccardo Cocciante — Anima
Casa discografica: RCA Italiana
Anno: 1974
Produttori: Marco Luberti e Amerigo Paolo Cassella
Regione: Lazio
Pubblicato nel maggio 1974, Anima è il terzo album di Riccardo Cocciante e il disco che cambia definitivamente la dimensione della sua carriera. Dopo Mu (1972) e Poesia (1973), Cocciante abbandona anche il nome d'arte Richard, utilizzato nei primi lavori, e si presenta semplicemente con il proprio nome. Ma soprattutto trova, con Bella senz'anima, una canzone destinata a diventare uno dei grandi classici della canzone italiana e a portarlo per la prima volta al vertice del mercato discografico. Curiosità sul titolo: secondo alcune dichiarazioni dello stesso Cocciante, Anima fu scelto come gioco di parole con "Bella senz'anima", perché l'artista, ironizzando su se stesso, riteneva di non avere un fisico particolarmente "rappresentativo".
La nascita dell'album è legata anche a una reazione personale. Durante le registrazioni di Poesia, Cocciante aveva ricevuto pressioni perché moderasse il proprio modo di cantare, considerato troppo aggressivo e urlato. La frustrazione provocata da quella richiesta diventa, secondo il racconto dello stesso artista, uno stimolo per Anima: la sua voce non viene più contenuta, ma diventa uno degli elementi centrali di un repertorio sentimentale e drammatico, nel quale rabbia, desiderio, conflitto e sofferenza vengono portati in primo piano.
Il disco nasce dalla collaborazione con Marco Luberti e Amerigo Paolo Cassella, autori dei testi insieme allo stesso Cocciante. Gli arrangiamenti sono affidati a Franco Pisano e a Ennio Morricone (questo nelle canzoni Quando finisce un amore, Qui, Lucia e Puoi chiamarmi col mio nome): la scrittura melodica di Cocciante mantiene una forte immediatezza popolare, ma gli arrangiamenti danno alle canzoni una dimensione orchestrale più ampia. Quando finisce un amore mostra il lato più dolente del disco, mentre Qui, già presentata al Festival di Sanremo 1974 dalla cantante Rossella, testimonia la capacità di Cocciante di muoversi anche all'interno della tradizione della canzone italiana.
Il vero spartiacque è però Bella senz'anima, lanciata l'anno precedente durante il tour "Racconto" che Cocciante condivise con Antonello Venditti e Francesco De Gregori. La canzone porta nel repertorio italiano un linguaggio sentimentale diretto e spigoloso, lontano dall'idea rassicurante della canzone d'amore — tanto che, secondo alcune ricostruzioni, la stessa Ornella Vanoni, colpita dal brano, chiese più volte a Cocciante di poterlo lanciare lei per prima, in una versione leggermente adattata a un'interprete femminile, richiesta che l'autore alla fine declinò. Il rapporto raccontato nel brano è ormai arrivato alla resa dei conti e la voce di Cocciante accentua la tensione fino a trasformare il confronto fra i due protagonisti in una vera scena teatrale. Il brano viene pubblicato come singolo insieme a Qui, raggiunge il primo posto nella classifica dei singoli e risulta il settimo 45 giri più venduto dell'anno in Italia.
Il risultato commerciale è enorme: Anima arriva al primo posto della classifica degli album italiani e rimane in classifica per almeno sedici settimane. Alla fine del 1974 sarà inoltre il settimo album più venduto dell'anno. Il successo non rimane confinato all'Italia: il disco viene distribuito anche all'estero e successivamente tradotto in diverse lingue, contribuendo alla costruzione della carriera internazionale di Cocciante.
Anima è quindi il momento in cui Cocciante passa da promessa della canzone d'autore a protagonista della musica italiana. La formula è destinata a evolversi rapidamente: già nel 1975 arriverà L'alba, mentre nel 1976 Concerto per Margherita porterà alla celeberrima Margherita. Ma è con Anima che la sua voce, il suo modo di interpretare il conflitto sentimentale e una scrittura capace di fondere melodramma e pop raggiungono per la prima volta una piena dimensione popolare.
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