104 - Nada - Ho scoperto che esisto anch'io
Casa discografica: RCA Italiana
Anno: 1973
Produttore: Piero Ciampi, Gianni Marchetti
Regione: Toscana
Nel novembre del 1973 Nada compie vent'anni ed è già un volto simbolo della musica leggera italiana: ha esordito a Sanremo a quindici anni con Ma che freddo fa e nel 1971 ha vinto il Festival con Il cuore è uno zingaro. Ma proprio quando la sua carriera sembra incanalata nei binari rassicuranti del pop commerciale, l'artista avverte il bisogno di smantellare quell'immagine. L'incontro con Piero Ciampi, favorito dall'intuizione del direttore generale della RCA Ennio Melis, diventa il punto di non ritorno della sua traiettoria artistica.
Il cambiamento è radicale. Ciampi, insieme al paroliere Pino Pavone e al compositore Gianni Marchetti, costruisce per Nada un repertorio distante anni luce dalla canzone melodica tradizionale. Marchetti cura anche gli arrangiamenti e la direzione d'orchestra, cucendo attorno alla voce della cantante una veste sinfonica sobria, tesa, pensata per amplificare le pieghe drammatiche dei testi piuttosto che addolcirne le asperità.
Il titolo Ho scoperto che esisto anch'io esplicita chiaramente il senso dell'operazione: è il racconto di una presa di coscienza espressiva ed esistenziale. Nada smette i panni dell'esecutrice disciplinata per immergersi in un universo poetico fatto di solitudine, fragilità, alcol, relazioni complesse e insofferenza verso le convenzioni sociali. In Confiteor e Sovrapposizioni il registro si fa subito adulto e cupo; Sul porto di Livorno e L'amore è tutto qui riprendono e rileggono brani storici del repertorio dello stesso Ciampi, mentre la traccia manifesto Esisto anch'io, con la sua struttura teatrale dilatata lungo oltre sette minuti e mezzo, si trasforma in una vera e propria dichiarazione d'indipendenza.
Alla sua uscita, il disco spiazza il pubblico, viene ignorato dalle radio e si rivela un netto fallimento commerciale. Ma è proprio questa distanza dalle logiche del mercato a decretare il valore storico del progetto: Nada rinuncia alle garanzie del successo di classifica per inseguire una reale autonomia artistica. Negli anni successivi, la cantante ricorderà sempre Piero Ciampi come la figura determinante che le permise di spezzare la "gabbia" dell'industria discografica.
Ho scoperto che esisto anch'io non è quindi soltanto un album scritto da un grande autore per una giovane interprete. È l'incontro tra due insofferenze parallele: Ciampi trova in Nada una voce terrena e non accademica capacissima di incarnare i suoi versi senza manierismi; Nada trova nel poeta livornese la chiave per uscire dal ruolo di prodigio della canzonetta. La sua carriera conoscerà in seguito molte altre fasi — dai successi synth-pop degli anni '80 fino alla maturità da cantautrice —, ma questo lavoro rimane il punto esatto in cui comincia la sua storia artistica consapevole.
Perché è fondamentale?
Perché documenta una delle trasformazioni più coraggiose e radicali della canzone italiana degli anni Settanta: una giovane stella del pop di classifica sceglie di azzerare la propria immagine di comodo e, al fianco di Piero Ciampi, firma un'opera d'autore scomoda, matura e controcorrente.

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