100 - Giorgio Gaber - Far finta di essere sani
Casa discografica: Carosello
Anno: 1973
Arrangiamenti e direzione musicale: Giorgio Casellato
Regione: Lombardia
Nel 1973, il sodalizio artistico tra Giorgio Gaber e il pittore e scrittore Sandro Luporini giunge alla sua piena e scintillante maturità. Dopo aver gettato le fondamenta della formula del "Teatro-Canzone" con Il signor G e Dialogo tra un impegnato e un non so, Gaber porta in scena e successivamente su disco Far finta di essere sani. È un'opera cardine che fotografa la crisi d'identità dei movimenti extraparlamentari e l'inevitabile disillusione post-Sessantotto. Abbandonata l'utopia puramente collettivista, il cantautore milanese sposta l'obiettivo sulla scissione dell'uomo contemporaneo: un individuo sospeso tra l'aspirazione a un cambiamento sociale profondo e l'incapacità di risolvere le proprie nevrosi intime e private. Curiosità sui crediti: in questo disco Luporini figura ancora come semplice "collaboratore ai testi" — solo dai lavori successivi condividerà più ufficialmente con Gaber la paternità di canzoni e spettacoli.
Sotto il profilo musicale e interpretativo, l'impalcatura di questo doppio album si regge sugli arrangiamenti agili ed eleganti di Giorgio Casellato, in grado di far dialogare il jazz leggero con la chanson d'autore e il pop-rock. Gaber sfrutta appieno la sua caratura teatrale, alternando un cantato melodico a monologhi recitati con tagliente ironia. La scaletta è un susseguirsi ininterrotto di brani entrati nella memoria collettiva: si va dalla disarmante e ironica ammissione di fragilità di Chiedo scusa se parlo di Maria, alla satira sull'alienazione contemporanea de Lo shampoo (in cui un banale gesto domestico diventa un nevrotico rifugio contro lo smarrimento), fino al celeberrimo inno La libertà, che fissa una delle riflessioni politiche più lucide del decennio.
Da un punto di vista strettamente filologico l'album cela un dettaglio importante che spesso genera confusione anche tra i critici. Poiché la produzione anni Settanta di Gaber è quasi totalmente legata alle registrazioni dal vivo nei teatri, si tende a credere che anche questo vinile lo sia. In realtà, il doppio LP originale fu registrato interamente in studio, precisamente presso gli Studi Fonorama di Milano, tra il 12 e il 20 settembre 1973. La vera registrazione live dell'omonimo spettacolo, catturata al Teatro Tenda Quartiere di Milano durante la stagione 1973-1974, vedrà la luce sul mercato discografico solamente quasi trent'anni dopo, con l'edizione in CD del 2002 — che tra l'altro presenta una scaletta leggermente diversa, priva dei brani Il bloccato, Il guarito e E tu mi vieni a dire.

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