096 - Squallor - Troia

 

Casa discografica: CBS
Anno: 1973
Produttore: Squallor
Regione: Lombardia / Campania / Toscana

Nel 1973 arriva Troia, il primo album degli Squallor, uno dei progetti più anomali della discografia italiana. Il gruppo era nato già nel 1971 dall'incontro tra il paroliere Giancarlo Bigazzi, il musicista Totò Savio, il paroliere Daniele Pace, il discografico Alfredo Cerruti e Elio Gariboldi, allora direttore artistico della CBS. Non si trattava di una band tradizionale: erano tutti professionisti dell'industria musicale che utilizzavano le proprie competenze per costruire un progetto parallelo, satirico e volutamente irriverente. L'esperimento era iniziato con il 45 giri 38 luglio / Raccontala giusta Alfredo, pubblicato nel 1971. Il successo inatteso del singolo porta due anni dopo alla realizzazione di Troia, che raccoglie tredici brani e definisce subito il linguaggio degli Squallor: nonsense, parodia, doppi sensi, situazioni surreali e una comicità spesso volutamente volgare.

La particolarità del disco sta anche nel contrasto tra i contenuti e la costruzione musicale. Gli Squallor lavorano con musicisti e arrangiatori professionisti e il disco presenta arrangiamenti curati da Totò Savio, Alberto Baldan Bembo e Gianfranco Monaldi. Sopra queste basi musicali, spesso tutt'altro che rudimentali, si inserisce soprattutto la voce recitante di Alfredo Cerruti, con il suo tono serio e quasi impassibile. È proprio la distanza tra la serietà della forma e l'assurdità dei contenuti a produrre gran parte dell'effetto comico.

Il brano più rappresentativo è 38 luglio. Già pubblicato nel 1971, racconta con tono da radiodramma la storia surreale di un elettrotecnico che avrebbe inventato la pila. La narrazione procede per associazioni senza logica apparente, accumulando immagini e situazioni sempre più improbabili. L'idea, secondo la ricostruzione dello stesso ambiente degli Squallor, nasce anche dalla volontà di Bigazzi di parodiare la dizione solenne e le atmosfere dei grandi monologhi televisivi dell'epoca.

Il resto dell'album sviluppa lo stesso meccanismo in forme diverse. Troia trasforma l'epica classica in una parodia demenziale, Indiani a Worlock e Marcia K2 giocano con il linguaggio delle cronache e delle radiocronache, mentre Ti ho conosciuto in un clubs prende in giro la forma della canzone sentimentale. La risata triste è invece una curiosa rilettura di Slush dei Bonzo Dog Doo-Dah Band, mentre Blue Moon riprende lo standard scritto da Richard Rodgers e Lorenz Hart.

L'importanza degli Squallor sta anche nel rapporto particolare con l'industria discografica. Non sono degli outsider che cercano di entrare nel sistema: sono professionisti che conoscono perfettamente quel sistema e ne utilizzano linguaggi, tecniche e convenzioni per rovesciarli dall'interno. La loro comicità nasce quindi anche dalla parodia della stessa musica leggera italiana, dei suoi cliché, delle sue pose e della sua retorica. Troia non è ancora il disco più noto della loro lunga carriera, ma contiene già quasi tutti gli elementi che renderanno riconoscibili gli Squallor nei decenni successivi. Il progetto continuerà con Palle nel 1974 e con una serie di album sempre più espliciti e surreali, diventando un fenomeno di culto difficilmente assimilabile a qualsiasi altra esperienza della musica italiana.

Perché è fondamentale?
Perché trasforma uno scherzo nato all'interno dell'industria discografica in un progetto artistico vero e proprio, fondendo satira, nonsense, parodia e musica professionale in una formula destinata a diventare unica nella discografia italiana.

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