090 - Osanna - Palepoli

 

Casa discografica: Fonit Cetra
Anno: 1973
Produttore: Osanna
Regione: Campania

All'alba del 1973, il rock progressivo italiano si dota della sua prima, vera rock-opera dal respiro teatrale e totalizzante. Gli Osanna, reduci dalla fortunata e rivoluzionaria colonna sonora per "Milano Calibro 9" (pubblicata come Preludio Tema Variazioni Canzona), alzano vertiginosamente l'asticella dell'ambizione e consegnano alla Fonit Cetra Palepoli. Il titolo omaggia l'antico insediamento pre-greco su cui sarebbe sorta la moderna Napoli, dichiarando immediatamente le intenzioni del gruppo: scavare nelle radici mitologiche, sociali e viscerali della propria terra per proiettarle in una dimensione musicale cosmica e d'avanguardia.

La struttura dell'LP è titanica e rifugge ogni velleità radiofonica. La scaletta si compone di sole tre tracce, modellate sulla falsariga di capolavori concettuali britannici come Thick as a Brick o A Passion Play dei Jethro Tull. Le due facciate del vinile sono dominate da due lunghe suite di venti minuti l'una — la nevrotica e multiforme Oro caldo e l'oscura Animale senza respiro —, separate unicamente dal brevissimo interludio acustico Stanza città. Questa architettura titanica permette al quintetto di sprigionare tutto il proprio potenziale tecnico ed espressivo.

Dal punto di vista della strumentazione, Palepoli è un caleidoscopio di suoni. Accanto all'inconfondibile timbro vocale di Lino Vairetti e alle chitarre distorte di Danilo Rustici, spicca il lavoro mostruoso di Elio D'Anna ai fiati (sassofoni e flauto), i cui fraseggi fondono l'hard rock di matrice zeppeliniana con le sfuriate free jazz e la melodia partenopea. A conferire all'opera il suo peculiare sapore spaziale e inquietante contribuiscono massicciamente i tappeti di Mellotron e i rumorismi alienanti generati dal sintetizzatore ARP 2600, uno dei primi modelli introdotti in Italia, suonato dallo stesso Vairetti.

Un curioso dettaglio filologico e collezionistico riguarda il destino del brano Stanza città nelle successive riedizioni. A causa di un clamoroso errore di riversamento in sede di mastering, nella prima stampa in CD pubblicata dalla Fonit Cetra nel 1991 (e in successive ristampe digitali), il breve intermezzo acustico scomparve, sostituito inavvertitamente da un frammento riprodotto al contrario del brano There Will Be Time (tratto dall'album precedente della band). Un'anomalia che ha alimentato per anni leggende urbane tra gli audiofili, poi chiarita dagli stessi membri del gruppo.

Perché è fondamentale?
Perché Palepoli è il vertice assoluto e ineguagliato del "Neapolitan Power" in chiave progressiva. Gli Osanna riescono nel miracolo di fondere il folklore teatrale napoletano, la rabbia proletaria, la complessità sinfonica britannica e la sperimentazione elettronica in un unicum irripetibile, consegnando agli archivi una pietra miliare violenta, rituale e indiscutibilmente geniale.

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