081 - Formula 3 - Sognando e risognando
Casa discografica: Numero Uno
Anno: 1972
Produttore: Lucio Battisti (supervisione artistica Numero Uno)
Regione: Lombardia
Nel 1972 la Formula 3, composta da Alberto Radius (chitarra e voce), Gabriele Lorenzi (tastiere e synth) e Tony Cicco (batteria e voce), compie il passo definitivo verso il rock progressivo. Dopo due album di enorme successo che avevano combinato la forma-canzone con sonorità ruvide e battistiane, il trio milanese pubblica Sognando e risognando, il proprio terzo e più complesso, scuro e ambizioso lavoro, concepito sotto la diretta guida e produzione di Lucio Battisti.
L'operazione filologica alla base del disco è di straordinario interesse: la title track, già incisa da Battisti in una versione più concisa e acustica sul suo album Umanamente uomo: il sogno (uscito pochi mesi prima), viene qui rielaborata dal trio in una suite di oltre dieci minuti, divisa in quattro movimenti: Fermo al semaforo (l'introduzione strumentale, che apre su un'atmosfera nebbiosa e malinconica), Sognando (dove il ritmo sale e i vocalizzi senza parole trascinano lontano dal traffico e dalla routine cittadina), La stalla con i buoi (un quadro pastorale di campagna, in netto contrasto con la parte precedente) e la breve Risognando, che chiude il tutto in un mood disteso. Il brano si tramuta così in un affresco che alterna i riff distorti di Radius e le accelerazioni ritmiche di Cicco a squarci acustici e improvvise esplosioni elettroniche.
Sul piano strettamente timbrico e tecnologico, l'album registra un uso sapiente e dirompente del sintetizzatore e dei primi synth ad archi (probabilmente un Eminent 310), domati da Gabriele Lorenzi — che qui guarda apertamente alla scuola tastieristica di Keith Emerson — per creare bassi pulsanti, effetti cosmici e ricami solistici che dialogano costantemente con le distorsioni dell'organo. La seconda facciata si apre invece con un'altra imponente architettura progressiva, la suite L'ultima foglia (L'albero, Non mi ritrovo, Finale): a differenza della title track, è una composizione originale del trio, non di Battisti — un segnale di autonomia autoriale non da poco per una band ancora sotto l'ala protettiva del suo produttore-mentore. Completa il quadro Storia di un uomo e di una donna, breve brano firmato ancora Battisti-Mogol, più vicino alla forma-canzone tradizionale e per questo percepito da parte della critica come un corpo quasi estraneo rispetto al resto del disco.

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