071 - Mina - Mina
Casa discografica: PDU
Anno: 1971 (novembre)
Produttore: Mina e Vittorio Buffoli (coordinamento artistico)
Regione: Lombardia
Nel novembre del 1971 esce il ventesimo album di Mina e il secondo a portare semplicemente il suo nome, dopo quello del 1964. È un disco nato in un momento particolare: Mina è in attesa della nascita della seconda figlia, Benedetta, che verrà alla luce proprio a novembre. L'assenza di fotografie recenti porta così a una scelta destinata a diventare celebre: per la prima volta sulla copertina di un suo album non compare la cantante, ma il primo piano di una scimmia proveniente dal repertorio di un'agenzia fotografica. Da qui il soprannome con cui il disco è conosciuto ancora oggi: “l'album della scimmia”.
Musicalmente, Mina rappresenta un momento di transizione. Non è però corretto parlare di un semplice passaggio da Augusto Martelli a Pino Presti: nell'album sono infatti coinvolti diversi arrangiatori e direttori d'orchestra. Presti cura E penso a te e Grande, grande, grande; Martelli firma gli arrangiamenti di Le farfalle nella notte e Sentimentale; Gian Piero Reverberi quelli di Capirò, Amor mio e Mi fai sentire così strana, mentre Mario Robbiani interviene sugli altri brani. È quindi più preciso parlare di un album corale dal punto di vista degli arrangiamenti, con Presti che proprio in questo periodo assume un ruolo sempre più importante nel percorso musicale di Mina.
L'apertura è affidata a E penso a te, scritta da Mogol e Lucio Battisti e già incisa da Bruno Lauzi nel 1970. La versione di Mina diventerà uno dei brani più rappresentativi del disco. Tra gli altri episodi spicca Non ho parlato mai, scritta da Paolo Limiti e Mario Robbiani: il brano verrà utilizzato come lato B di Grande, grande, grande, pubblicato nel 1972.
Il disco alterna quindi brani italiani, riletture internazionali e composizioni destinate a diventare classici del repertorio di Mina. Ci sono Capirò, versione italiana di I'll Be Home di Randy Newman, Alfie, Something di George Harrison e Al cuore non comandi mai, adattamento italiano di Plus fort que nous di Francis Lai. Sul lato B arrivano poi le eterne Grande, grande, grande e Amor mio.
Ed è proprio questa convivenza tra brani sofisticati, grandi firme e arrangiamenti differenti a definire Mina. Il disco raggiunge il primo posto nella classifica italiana e rimane in classifica per 38 settimane, confermando quanto Mina fosse ancora centrale nel panorama musicale italiano. Grande, grande, grande, pubblicata come singolo nel 1972, raggiungerà a sua volta il primo posto.
Più che un disco di rottura, Mina è quindi una fotografia molto precisa di una cantante arrivata a un punto di piena maturità: una voce ormai capace di muoversi con naturalezza tra pop, soul, standard internazionali e canzone d'autore, mentre attorno a lei cambia progressivamente anche il gruppo di musicisti e arrangiatori.

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