068 - Il Rovescio della Medaglia - La Bibbia
Casa discografica: RCA Italiana
Anno: 1971
Produttore: Spartero Di Mattei ("Robespierre")
Regione: Lazio
Nel pieno del fermento underground capitolino di inizio anni '70, Il Rovescio della Medaglia emerge come una delle formazioni più furiose, potenti e intransigenti del neonato rock progressivo italiano. Il gruppo nasce a Roma nel 1970 dalle ceneri di una band beat chiamata I Lombrichi, e adotta il nuovo nome solo dopo l'ingresso del cantante e flautista Pino Ballarini, in sostituzione del primo vocalist Gianni Mereu. La formazione che incide l'album — il chitarrista Enzo Vita, il bassista Stefano Urso, il batterista Gino Campoli e lo stesso Ballarini — compie per il proprio esordio una scelta stilistica radicale: il rifiuto totale delle tastiere, una rarità quasi assoluta nel prog italiano dell'epoca. Nel 1971 il gruppo si fa notare al Festival di Musica d'Avanguardia e di Nuove Tendenze di Viareggio, ottenendo così il contratto con la RCA Italiana. Registrato in presa diretta in un solo giorno negli studi della RCA, per catturare l'impatto sonoro devastante dei loro concerti dal vivo — già allora tra i più celebrati della scena italiana, al punto da essere paragonati "agli Who della scena italiana" — La Bibbia si impone come un capolavoro di hard-prog chitarristico e viscerale.
L'album è un concept incentrato sui primi capitoli dell'Antico Testamento, una narrazione che muove dal vuoto primordiale (Il Nulla) per attraversare La Creazione, L'Ammonimento, la distruzione di Sodoma e Gomorra e Il Giudizio, fino alla catastrofe finale de Il Diluvio. L'ispirazione biblica non ha nulla di devozionale: viene utilizzata come una tela apocalittica, perfetta per scatenare una tempesta di riff distorti. La chitarra acida e virtuosistica di Enzo Vita domina la scena, dialogando con il canto drammatico e graffiante di Ballarini (pronto a scambiarsi con un flauto traverso teso e ritmico) e con una sezione ritmica che guarda dichiaratamente ai modelli di Jimi Hendrix, Led Zeppelin e Deep Purple — Sodoma e Gomorra, in particolare, ne ripropone sfacciatamente lo stile.
La scaletta si dipana senza pause, con l'assenza di hammond, mellotron o sintetizzatori — strumenti quasi obbligatori nel prog — che regala al disco un suono asciutto, sgranato e incredibilmente moderno, privo delle leziosità sinfoniche in voga in quel periodo. Il disco fu pubblicato con un curioso libretto circolare a forma di medaglione, coerente col nome della band. Curiosità di studio: negli stessi mesi in cui il gruppo incideva ad altissimo volume, gli studi RCA erano condivisi con un cantante pop dell'epoca — probabilmente Toto Cutugno — che avrebbe fatto irruzione in sala lamentandosi del "rumore".
Perché è fondamentale?
Perché dimostra che l'hard-prog italiano può essere un genere non solo virtuosistico ma potente, diretto e violentemente elettrico, senza bisogno di orpelli aggiuntivi di sintetizzatori e organi. La Bibbia è un monumento d'impeto e oscurità dell'underground romano — primo capitolo di una trilogia RCA che si concluderà con Io come io (1972) e Contaminazione (1973), quest'ultimo considerato il loro capolavoro.

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