066 - Piero Ciampi - Piero Ciampi

 

Etichetta: Amico
Anno: 1971
Produttore / Arrangiamenti: Gianni Marchetti
Regione: Toscana

Dopo il fallimento commerciale del suo esordio del 1963 sotto lo pseudonimo di Piero Litaliano e anni trascorsi in un randagismo bohémien e autodistruttivo, Piero Ciampi torna in sala d'incisione grazie al supporto dell'amico di sempre, il musicista e compositore romano Gianni Marchetti (già arrangiatore, tra gli altri, di Bobby Solo e futuro direttore d'orchestra al Festival di Sanremo 1970). Pubblicato nel settembre del 1971 per la Amico — piccola etichetta fondata da Don Backy, ex membro del Clan Celentano, e distribuita dalla RCA — questo secondo album, il primo a uscire con il suo vero nome, segna la rinascita discografica del cantautore livornese e definisce la sua figura di "poeta maledetto".

Il disco vive di una tensione emotiva irripetibile, generata dal contrasto tra l'eleganza formale, orchestrale e dal retrogusto jazz degli arrangiamenti curati dallo stesso Marchetti, e l'interpretazione sghemba di Ciampi. La sua voce arrochita, che scivola costantemente verso il recitato e lo spoken word, piega la forma canzone in un flusso di coscienza intimo e disperato. Tra i quattordici brani spiccano Sporca estate (che apre il disco, un mix di tre testi diversi in cui Ciampi condensa il proprio fallimento), Il vino (dedicato alla figlia Mira, uscito già l'anno prima come lato B di L'amore è tutto qui per un'altra etichetta), Tu no (anch'essa già incisa nel 1970, qui in nuova versione) e la curiosa Il merlo, dedicata al merlo che viveva sul terrazzo di Alberto Moravia, dirimpettaio romano di Ciampi in quel periodo — un uccello che lo stesso Moravia finì per uccidere, esasperato dai rientri notturni rumorosi del cantautore. Diversi brani sono firmati, oltre che da Ciampi e Marchetti, anche dal paroliere Pino Pavone e dal fratello di Piero, Roberto Ciampi.

Il disco uscì in due edizioni: una standard, a copertina apribile, e una più elaborata ed estesa, di formato oblungo, arricchita da illustrazioni, fotografie e testi delle canzoni e delle poesie dello stesso Ciampi — con disegni realizzati apposta per il disco da Aldo Turchiaro.

Quasi del tutto ignorato dal grande pubblico dell'epoca, Piero Ciampi è un'opera che ha lavorato sottotraccia nel corso dei decenni. La sua destrutturazione della forma canzone, piegata alle esclusive necessità di un'urgenza espressiva nuda, cruda e strettamente autobiografica, ha fatto scuola. Il disco ha anticipato di decenni le correnti più dirette e indipendenti della musica italiana, dimostrando come l'autenticità del vissuto e il peso specifico della parola possano sovrastare qualunque canone di perfezione estetica e vocale.

Perché è fondamentale?
Perché rappresenta il punto di non ritorno del cantautorato italiano verso la confessione assoluta. Ciampi utilizza il formato album come un diario spietato, sdoganando la figura dell'antieroe vulnerabile e fallibile e lasciando un'eredità imprescindibile per chiunque cerchi nella canzone non la rassicurazione o il bel canto, ma la nuda verità.

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