064 - Bruno Lauzi - Amore caro, amore bello
Casa discografica: Numero Uno
Anno: 1971
Produttore: Claudio Fabi
Regione: Liguria / Lombardia
Il dicembre 1971 rappresenta per Bruno Lauzi uno spartiacque. Archiviati gli anni della "scuola genovese" e il periodo Ariston, il cantautore approda alla corte della Numero Uno di Battisti e Mogol con il suo settimo album: un doppio LP che, sull'onda del successo del singolo omonimo (primo in classifica a novembre), restituisce un ritratto bifronte dell'artista.
Il primo disco, quello in studio, è un formidabile laboratorio di nuovi talenti: alle chitarre si alternano Mario Lavezzi, Massimo Luca e Franco Mussida, alla batteria Franz Di Cioccio ed Ellade Bandini, alle tastiere Dario Baldan Bembo e lo stesso Claudio Fabi, con la partecipazione anche di Gianni Dall'Aglio e Angel Salvador (ex Ribelli). Qui trova posto il regalo diretto di Mogol e Battisti, la title track, insieme a Lei non è qui, non è là (musica scritta con un giovane Edoardo Bennato, che vi suona anche armonica e chitarra a dodici corde) e ai contributi degli esordienti fratelli La Bionda, Al mercato dei fiori e Il coniglio rosa — brani che gli stessi La Bionda reincideranno l'anno dopo nel loro album di debutto.
Il secondo disco è invece dal vivo, registrato al Teatro Filodrammatico di Milano con il solo accompagnamento alla chitarra di Andrea Sacchi: qui Lauzi ripropone vecchie canzoni del periodo CGD e Ariston (Menica menica, Vecchio paese, Gli acrobati, Ritornerai, Il tuo amore — presentata a Sanremo 1965 con Kenny Rankin), insieme a due novità: La mia solitudine, sua traduzione di Ma solitude di Georges Moustaki, e Coccodì coccodà di Walter Valdi e Armando Celso. È il Lauzi chansonnier e cabarettista, che dialoga con il pubblico e alterna ironia e intimità.
La copertina apribile, con le fotografie di Cesare "Caesar" Monti e un dipinto della moglie Wanda Spinello, racchiude un'operazione che non snatura l'identità del cantautore ligure, ma le costruisce attorno un'impalcatura di respiro internazionale.

Commenti
Posta un commento