049 - Fabrizio de André - La buona novella
Casa discografica: Produttori Associati
Anno: 1970
Produttore: Roberto Dané e Gian Piero Reverberi (arrangiamenti e direzione d'orchestra)
Regione: Liguria
Pubblicato nel novembre del 1970 per la Produttori Associati, La Buona Novella rappresenta non solo l'opera magna di Fabrizio De André, ma uno dei vertici assoluti della poesia e della musica italiana di ogni tempo. Il disco nasce nel pieno del clima politico e sociale del Sessantotto, pur scegliendo una via apparentemente laterale e spiazzante: un concept album interamente ispirato ai Vangeli apocrifi, in particolare il Protovangelo di Giacomo e il Vangelo arabo dell'infanzia, come lo stesso De André precisò nelle note di copertina.
L'operazione di De André è profondamente laica, politica e umanista. La figura di Gesù non viene indagata nella sua natura divina, ma come il più grande rivoluzionario della storia, il primo vero anarchico e predicatore di un'utopia di fratellanza e amore universale. Accanto a lui campeggia la figura umanissima e dolente di Maria, madre straziata e consapevole, resa vicina alle madri di tutti i tempi e di tutte le tragedie. L'arrangiamento orchestrale curato da Gian Piero Reverberi avvolge i testi in una veste sonora barocca, solenne e medievale, dove il suono di liuti, chitarre acustiche e archi crea un'atmosfera sospesa nel tempo.
La scaletta scorre come un racconto teatrale e cinematografico senza cedimenti. Dopo l'introduzione, si parte con il coro dolcissimo e dolente de L'infanzia di Maria, per poi attraversare Il ritorno di Giuseppe, Il sogno di Maria, Ave Maria e Maria nella bottega del falegname, fino al vertice drammatico e politico del Testamento di Tito, dove l'insegnamento di Cristo viene ribaltato in un feroce atto d'accusa contro ogni morale precostituita e la giustizia degli uomini. L'opera si chiude con Laudate hominem, canto liturgico che invita a lodare l'uomo non in quanto figlio di un dio, ma in quanto figlio di un altro uomo — quindi fratello: il vero manifesto laico dell'intero disco.
Perché è fondamentale?
Perché fonde l'impegno politico e la contestazione del '68 con la grande lezione della poesia trobadorica e dei Vangeli apocrifi, dimostrando che la canzone d'autore può farsi alto documento di riflessione filosofica e civile. La Buona Novella ridefinisce i confini del concept album italiano, consegnando alla storia un'opera universale sulla libertà, la compassione e la ribellione contro ogni dogmatismo.
