043 - Patty Pravo - Patty Pravo
Casa discografica: ARC
Anno: 1968
Produttori: Lilli Greco e Alberigo Crocetta
Regione: Veneto / Lazio
Pubblicato nel 1968 dall'etichetta ARC (la prolifica sussidiaria giovanile della RCA), questo omonimo album d'esordio racchiude la fulminea e inarrestabile ascesa di Nicoletta Strambelli, ribattezzata Patty Pravo dall'avvocato e agente Alberigo Crocetta, che la scoprì al Piper Club di Roma — con un piccolo aiuto anche da Luigi Tenco, che quella sera la invitò al proprio tavolo (dove sedevano anche Renzo Arbore e Gianni Boncompagni) dopo averla notata in pista da ballo. Fu lo stesso Crocetta a coniare il nome "veloce come la vita dei giovani", forse alludendo ai Provos olandesi; la cantante racconterà poi di aver scelto lei stessa il cognome ispirandosi al verso dantesco "guai a voi anime prave".
Più che un album, Patty Pravo è il consueto "greatest hits" mascherato da disco d'esordio, che raccoglie in un unico 33 giri i clamorosi 45 giri pubblicati tra il 1966 e il 1968, tracciando il ritratto perfetto della "Ragazza del Piper". La voce di Patty Pravo è qualcosa di mai sentito prima in Italia: grave, distaccata, quasi androgina, capace di un'espressività magnetica che taglia di netto i ponti con le rassicuranti "urlatrici" o le cantanti melodiche della generazione precedente.
Il lato A si apre con la titanica La bambola (scritta da Franco Migliacci, Bruno Zambrini e Ruggero Cini), un brano che Patty non amava affatto considerandolo troppo tradizionale e maschilista nel testo, ma che si trasformerà in un successo di proporzioni planetarie. Il resto della scaletta è un campionario formidabile del miglior beat e pop d'esportazione: c'è Ragazzo triste (storica cover di But You're Mine di Sonny & Cher, passata alla storia come la prima canzone pop trasmessa da Radio Vaticana, mentre la Rai ne censurò un verso), la sferragliante Qui e là (adattamento in italiano, di Aina Diversi, di Holy Cow di Allen Toussaint, portata al successo da Lee Dorsey) e, soprattutto, l'immensa Se perdo te. Quest'ultima, raffinatissima rilettura di The Time Has Come di P.P. Arnold, spicca per un arrangiamento orchestrale di altissima classe (a cura di Ruggero Cini) e un'interpretazione drammatica e notturna che consacra le doti vocali della Pravo.
Completano il quadro brani come Lettera a Gianni e riletture di classici internazionali come Yesterday dei Beatles e Se c'è l'amore, versione italiana di Let the Heartaches Begin di Long John Baldry.
Perché è fondamentale?
Perché fissa su vinile la nascita della prima vera popstar moderna italiana. Questo disco non è solo una collezione di enormi hit, ma il manifesto di una nuova femminilità: emancipata, ribelle, esteticamente all'avanguardia e padrona della propria immagine. Con questo album, il Piper smette di essere un locale notturno e diventa definitivamente un fenomeno di costume nazionale.
