039 - Sergio Endrigo - Endrigo

 

Casa discografica: Cetra
Anno: 1968
Produttore: Sergio Bardotti (arrangiamenti e direzione d'orchestra di Luis Enriquez Bacalov)
Regione: Istria / Lazio

Il 1968 è un anno di cruciale importanza per Sergio Endrigo, nato a Pola (in Istria) e ormai stabilitosi a Roma. Nel febbraio di quell'anno, sovvertendo ogni pronostico e sfidando i canoni della canzone di largo consumo, Endrigo vince il Festival di Sanremo con l'immensa Canzone per te (presentata in doppia esecuzione con il brasiliano Roberto Carlos). Questo omonimo album, edito dalla Cetra, esce per capitalizzare quel trionfo storico, raccogliendo brani inediti e successi che consacrano Endrigo nell'Olimpo dei grandi cantautori italiani — lo stesso anno in cui, con un'altra canzone, Marianne, rappresenterà l'Italia all'Eurovision Song Contest di Londra (decimo posto).

A supervisionare l'opera c'è il fiuto produttivo di Sergio Bardotti, ma la vera impalcatura sonora dell'album è garantita dal genio di Luis Enriquez Bacalov. Gli arrangiamenti del maestro argentino avvolgono la voce profonda, virile e venata di perenne malinconia di Endrigo in partiture orchestrali raffinate, che fondono la melodia italiana, la chanson francese e le ritmiche sudamericane in un unicum di straordinaria eleganza.

Il disco si apre proprio con uno dei suoi episodi più colti e sorprendenti: La colomba, versione italiana di Se equivocó la paloma, poesia che il grande poeta spagnolo Rafael Alberti scrisse in esilio dal regime franchista, musicata nel 1941 dal compositore argentino Carlos Guastavino (la stessa poesia, tra l'altro, aveva ispirato Frida Kahlo per un suo celebre autoritratto). Fu lo stesso Bacalov, come raccontò Endrigo, a trasformare quel lied originale — lunghissimo, con pause interminabili tra una quartina e l'altra — nella forma-canzone che conosciamo. Subito dopo arriva Canzone per te, un brano perfetto e maturo sull'incomunicabilità e la fine di un amore. Ma la scaletta rivela un autore in stato di grazia assoluto: troviamo la delicata e poetica Marianne, il sapore popolare e nostalgico de Il primo bicchiere di vino, e non mancano incursioni in territori più ritmati come Dove credi di andare, sempre mantenendo quel distacco aristocratico e quell'intensità emotiva che sono il suo marchio di fabbrica.

Perché è fondamentale?
Perché rappresenta il punto di massimo equilibrio tra la canzone d'autore colta e il grande successo popolare. Con questo disco, e con la vittoria sanremese, Endrigo dimostra in via definitiva che è possibile portare l'introspezione, la poesia e l'alta qualità degli arrangiamenti (grazie a Bacalov) al vertice delle classifiche italiane, aprendo la strada al cantautorato maturo degli anni Settanta.