017 - Rita Pavone - Rita Pavone
Casa discografica: RCA Italiana
Anno: 1963
Arrangiamenti: Luis Bacalov, Robby Poitevin ed Ennio Morricone
Produzione: Teddy Reno
Regione: Piemonte
Nel 1963, il debutto sulla lunga distanza della diciassettenne torinese Rita Pavone – scoperta l'anno precedente da Teddy Reno alla Festival degli Sconosciuti di Ariccia – segna un terremoto sociologico e discografico senza precedenti. L'album scompagina l'industria musicale del Paese, inaugurando in Italia l'era del mercato discografico giovanile, e chiude il 1963 come il disco italiano più venduto dell'anno.
La riuscita del disco risiede nella perfetta convergenza tra la prorompente carica comunicativa della cantante e la formidabile macchina allestita negli stabilimenti RCA di Via Tiburtina a Roma. Costruito secondo la prassi dell'epoca — sei brani già usciti su 45 giri, sei inediti — l'album raccoglie una sequenza impressionante di successi consecutivi: La partita di pallone (scritta da Edoardo Vianello e Carlo Rossi, primo singolo della sua carriera, oltre un milione di copie vendute e disco d'oro, primo in classifica dal 16 febbraio 1963), Come te non c'è nessuno (nove settimane consecutive al primo posto dal 2 marzo), Alla mia età, Sul cucuzzolo e Il ballo del mattone (prima l'8 giugno, per tre settimane). Sul piano degli arrangiamenti, l'opera reca la firma di Luis Bacalov, Robby Poitevin e Ennio Morricone che progettano un suono pop brillante e innovativo, intessuto di ritmiche sincopate, stacchi di fiati, clap di mani e chitarre twist.
La vocalità di Rita Pavone spezza in modo irreversibile i cliché della cantante femminile dell'epoca, fino ad allora divisa tra il sentimentalismo accorato e il decoro melodico tradizionale. Con il suo timbro graffiante, l'intonazione impeccabile, l'energia androgina e il senso del ritmo fulmineo, Pavone dà voce alla vitalità dei teenager italiani. La sua popolarità è amplificata dalle apparizioni fisse in "Studio Uno", e proseguirà di lì a pochi mesi con il secondo album, Non è facile avere 18 anni (1964), che conterrà la sua canzone più celebre in assoluto, Cuore.
Perché è fondamentale?
Perché è l'atto fondativo della musica pop adolescenziale in Italia. Dimostra come la canzone leggera possa intercettare i mutamenti di costume di un intero Paese e consacra lo "stile RCA", in cui la sperimentazione orchestrale colta viene messa al servizio dell'energia del rock'n'roll e del twist, trasformando il consumo discografico in un fenomeno di massa generazionale.

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