005 - Umberto Bindi - Umberto Bindi
Anno: 1961
Produttore: non indicato
Regione: Liguria
Nel 1961 Umberto Bindi è già uno dei nomi più originali della nuova canzone italiana. Il secondo album, intitolato semplicemente Umberto Bindi, arriva dopo l'esordio del 1960 e raccoglie alcune delle composizioni che hanno definito la sua prima stagione artistica — una stagione resa possibile anche dall'amicizia fraterna con Gino Paoli, che qualche anno prima lo aveva introdotto in Ricordi. Al centro c'è Il nostro concerto, pubblicata l'anno precedente e diventata uno dei suoi più grandi successi: una canzone dalla struttura insolita, con un'introduzione strumentale di oltre un minuto che mette in evidenza la formazione classica di Bindi e la magnifica orchestrazione di Enzo Ceragioli. Curiosamente, il brano aveva debuttato pochi mesi prima al Festival della Canzone Italiana di New York nell'interpretazione di Miranda Martino (dove si classificò terzo), prima di diventare, nella voce dello stesso Bindi, un successo che dominerà il primo posto in classifica per dieci settimane.
Ascoltando questo disco risulta evidente che Bindi non considera la canzone soltanto come una forma breve e immediata. Le melodie hanno un respiro sinfonico, mentre il pianoforte e gli arrangiamenti orchestrali diventano parte integrante della narrazione sentimentale. È una scrittura raffinata, nutrita dagli studi musicali di Bindi e lontana dalla semplicità allora dominante nella musica leggera. Chiedimi l'impossibile, Se ci sei, Amare te, Noi due e Vento di mare confermano questa inclinazione, alternando intensità romantica e rigorosa ricerca armonica.
Nel frattempo Bindi è a pieno titolo dentro la stagione della "scuola genovese", accanto a Gino Paoli, Bruno Lauzi, Luigi Tenco e Fabrizio De André. Ma il suo percorso è peculiare: mentre il cantautorato inizia a puntare sull'immediatezza dei testi, Bindi rimane un costruttore di cattedrali musicali, tanto quanto nella vita — lui stesso si definiva un "cantautore-cicala", incapace di trattenere un soldo dei propri successi, sempre pronto a regalarli ad amici veri o presunti. L'album include anche Non mi dire chi sei, presentata a Sanremo 1961. Quell'esibizione segnerà uno spartiacque drammatico: a causa di un anello vistoso e di un atteggiamento giudicato dai benpensanti "troppo effeminato", Bindi subì un feroce boicottaggio mediatico di stampo omofobo da parte della stampa e della RAI, che inaugurò una crudele e ingiusta emarginazione, e a cui lui stesso, anni dopo, avrebbe risposto con amarezza: "della mia canzone non fregava niente a nessuno, volevano solo sapere se ero finocchio".
