006 — Adriano Celentano - Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra
Casa discografica: Jolly
Anno: 1960
Produttore: Walter Guertler
Regione: Lombardia
Quando arriva nei negozi alla fine di marzo del 1960, Adriano Celentano con Giulio Libano e la sua orchestra fotografa il momento in cui il rock 'n' roll italiano trova una propria identità discografica. È il primo 33 giri del diciannovenne milanese, concepito raccogliendo i grandi successi già pubblicati su 45 giri affiancati dagli inediti Personality e Il mondo gira. Il disco è il frutto dell'intuizione del discografico Walter Guertler (fondatore della Jolly), che spinge Celentano a superare la stagione delle cover americane per cantare brani originali in italiano.
Il motore trainante è Il tuo bacio è come un rock - il cui testo è firmato Piero Vivarelli, Lucio Fulci (prima di diventare il celebre regista horror) e le musiche Ezio Leoni e Alessandro Celentano - che nell'estate del 1959 aveva trionfato al Festival dell'Adriatico, vendendo centinaia di migliaia di copie. La canzone rischiò però di non arrivare nemmeno in gara: nella sua prima stesura si intitolava Torna a Capri, mon amour, un testo da cartolina turistica bocciato da Gian Franco Reverberi tra i selezionatori del festival; venne riscritto in fretta e furia da Vivarelli e Fulci, mantenendo la musica di Celentano ed Ezio Leoni, e in quella versione stravinse la serata. Nel disco che la incise, per inciso, suonò la chitarra ritmica Giorgio Gaber, all'epoca ancora nel giro dei Giullari con cui accompagnava Celentano prima di lanciarsi in proprio.
Ad accompagnare la carica dirompente del "Molleggiato" c'è l'orchestra di Giulio Libano (straordinario trombettista e arrangiatore jazz). Libano veste l'energia americana con un respiro orchestrale dal tiro travolgente, creando un ponte tra la novità del rock 'n' roll e la tradizione della musica leggera italiana. Infatti non si limita a scimmiottare il suono ruvido alla Elvis ma inventa arrangiamenti sofisticati in stile "big band" che danno eleganza alle canzoni senza toglierne la vocazione ribelle.
La scaletta spazia da brani scatenati come Il ribelle e Blue Jeans Rock alla satira d'attualità sulla Guerra Fredda di Nikita Rock, fino ai duetti melodici con Anita Traversi in Piccola e Ritorna lo shimmy. Il risultato è un album storico, capace di scalare la classifica fino al primo posto e di trasformare la presenza scenica, la voce e le mosse di Celentano nel primo vero shock generazionale dell'Italia del boom economico — tanto che, proprio sull'onda di quel successo, Fellini lo chiama a interpretare se stesso ne "La dolce vita", uscito l'anno successivo.
Perché è fondamentale?
Perché documenta la nascita discografica del "Molleggiato" e il momento in cui il rock 'n' roll cessa di essere un genere di importazione per diventare il nuovo linguaggio della gioventù italiana.
Commenti
Posta un commento