003 - Gianni Basso & Oscar Valdambrini Quintet - Basso-Valdambrini Quintet


Casa discografica: Music Anno: 1959 Produttore: Walter Guertler Regione: Lombardia

Nel 1959 il jazz italiano ha ormai superato la fase pionieristica e può confrontarsi con i linguaggi che arrivano dagli Stati Uniti con una sicurezza nuova. Basso-Valdambrini Quintet, registrato a Milano il 9 e 10 giugno, è il primo album del quintetto guidato dal sassofonista Gianni Basso e dal trombettista Oscar Valdambrini, due dei protagonisti della scena jazzistica italiana del dopoguerra, sodali fin dal 1951 quando incisero insieme i primi dischi per la Durium in un quintetto guidato, curiosamente, da Piero Umiliani. Con loro ci sono Renato Sellani al pianoforte, Giorgio Azzolini al contrabbasso e Gianni Cazzola alla batteria.

L'album nasce anche sull'onda del successo ottenuto dal gruppo al Festival del Jazz di Sanremo del 1958 e dalla volontà della SAAR di dedicare al quintetto un disco ispirato al jazz della West Coast. Non a caso, nell'inverno tra il 1958 e il 1959 — proprio i mesi a ridosso dell'incisione — Basso e Valdambrini erano ospiti fissi della Taverna Messicana di Milano, all'epoca l'unico locale jazz attivo in Italia e crocevia di tutti i musicisti americani di passaggio: fu proprio lì, nel novembre 1958, che venne scattata la celebre foto che ritrae il gruppo insieme a Billie Holiday, portata al locale da alcuni ammiratori dopo un'esibizione poco fortunata al Teatro Smeraldo.

Il riferimento al cool jazz californiano è evidente, ma il quintetto non scade mai nella semplice imitazione. Gli arrangiamenti privilegiano il contrappunto, l'equilibrio fra i fiati e assoli brevi e incisivi, costruendo un suono elegante ma dinamico. Tre composizioni originali di Valdambrini — Lo struzzo Oscar, Lotar e Chet to Chet — mostrano inoltre una vena autoriale davvero matura. Le note di copertina, firmate da Arrigo Polillo, futuro fondatore di Musica Jazz e figura di riferimento della critica jazzistica italiana, ne sancivano già all'epoca l'importanza.

La scaletta alterna qualche standard americano, come Everything Happens to Me, Like Someone in Love e Gone with the Wind, a una sorprendente Parlami d'amore Mariù (qui diventa Maria), trasformata dal quintetto in materia jazzistica. Basso e Valdambrini hanno personalità differenti: il primo più sensuale ed energico, il secondo caratterizzato da un «fuoco controllato» e da una particolare varietà melodica e ritmica. È proprio l'equilibrio fra queste due voci a definire il carattere unico del gruppo, un sound di così alto livello che il leggendario discografico americano Norman Granz deciderà di stampare e distribuire questo album direttamente negli Stati Uniti sotto etichetta Verve Records.

Perché è fondamentale?
Perché è uno dei dischi che dimostrano come, alla fine degli anni Cinquanta, il jazz italiano abbia ormai sviluppato una propria identità autorevole, capace di assimilare il linguaggio americano senza limitarsi a riprodurlo, tanto da meritare di essere esportato nella patria stessa del jazz.